Appunti da MIND PUMP. The Psychology of Bodybuilding.

Appunti da MIND PUMP. The Psychology of Bodybuilding.

Tom Kubistant, MIND PUMP. The Psychology of Bodybuilding, 1988

Kubistant considera la mente un grande biocomputer. È una metafora ma fa ben capire che, proprio come nei computer, l’input determina l’output. La tesi che motiva Kubistant si articola in tre punti:

1) possiamo controllare fino a che punto la nostra mente si collega con il nostro corpo;
2) possiamo decidere come e quando coordinare gli sforzi di mente e corpo;
3) possiamo scegliere di coordinarli oppure no.
Infatti solo noi possiamo scegliere come applicare la nostra mente al bodybuilding, o meglio come applicare di proposito la mente all’allenamento facendo lavorare verso uno stesso obiettivo mente e corpo e facendoli sprigionare un’energia superiore alla somma del loro utilizzo separato.

La concentrazione.
È la pietra miliare della psicologia del bodybuilding. Kubistant la definisce come una messa a punto del focus mentale in modo da massimizzare i movimenti fisici ma senza che la mente conduca e monopolizzi il corpo. Come concentrarsi? Dipende dalla personalità di ciascuno: c’è chi urla per stimolarsi e trarre forza e c’è chi se ne sta zitto e pensieroso. La concentrazione ha una propria gamma: va dall’attenzione (dobbiamo fare attenzione ai muscoli specifici che lavorano per stimolarli bene) alla consapevolezza (dobbiamo essere consapevoli di come un gruppo muscolare si collega agli altri per raggiungere armonia e proporzioni).

L’intensità.

Utilizzatissima in ogni sport, è una componente della concentrazione spesso fraintesa. Non significa allenarsi più duramente ma, in senso letterale, trovare energia e forza in noi stessi per allenarsi al meglio. Ad esempio, le automobili hanno una zona ottimale di resa: un modello può avere una buona velocità con basso consumo ed usura a 80 kmh. L’autista cercherà allora di mantenersi a questa velocità. Il bodybuilder dovrà capire quale sia la sua intensità per un allenamento ottimale; di conseguenza si manterrà in questa zona ottimale (lavorando a proprio favore), né sopra (stimolo eccessivo), né sotto (stimolo insufficiente).

Il controllo.
Un muscolo può essere stimolato solo da una serie di movimenti controllati. “Controllare un muscolo” significa che ti concentri esclusivamente su quel particolare muscolo (zoom in). Alcuni bodybuilder si concentrano talmente sui muscoli allenati che quasi avvertono la loro identità personale localizzata in quel muscolo: nessuno può interferire o scoraggiarli. Questi bodybuilder hanno un controllo completo sulle distrazioni.

La motivazione.
Motivarsi è diverso dal mantenersi motivati. Il mantenersi motivati è un’abitudine acquisita che richiede un piccolo sforzo. Ci sono due forme di motivazione: estrinseca, ossia quella che viene da fuori (vedendo una gara o ricevendo dei complimenti, per esempio) e intrinseca, ossia l’energia emanata dai nostri desideri, obiettivi e volontà interne. Quest’ultima è l’unica fondamentale perché viene da ciò che noi, e non gli altri, riteniamo importante.

Il rilassamento.
Sembra essere il contrario di ciò che ci aspettiamo di dover fare durante un allenamento… ma rilassarsi è indispensabile per fare guadagni consistenti ed allenamenti senza infortuni. I benefici del rilassamento si basano su un fatto fisiologico: un muscolo rilassato può contrarsi con più forza e più a lungo che uno gìà leggermente contratto in partenza.

Progettare la crescita.
Se non sai dove stai andando, nessuna strada ti ci porterà. La concentrazione deve avere un oggetto, questo oggetto è costituito dai tuoi obiettivi nel bodybuilding. Molti hanno paura a stabilire obiettivi perché hanno paura di non raggiungerli. Ma noi uomini siamo creature con un fine: abbiamo bisogno di andare dietro una bandiera e sforzarci di seguire una direzione. Nel bodybuilding bisogna essere precisi fissando obiettivi concreti, misurabili, riscontrabili e inoltre appropriati, raggiungibili e realistici. È necessario che ci siano priorità: alcuni obiettivi saranno preminenti su altri. Kubistant suggerisce di gestire in pratica i propri obiettivi utilizzando schemi (vedi per esempio le sue “linee del tempo”), training cycle e diari d’allenamento. Il semplice atto fisico di scrivere un diario facilita la concentrazione e rafforza la volontà di raggiungere un obiettivo; inoltre serve da feedback (ad esempio confrontare i risultati recenti con quelli avuti nel passato o ricordarsi di quali soluzioni ad un dato problema si erano gìà trovate).

“Pronti, fuoco, mira!”
Gli obiettivi si fissano ma non per sempre, possono e devono variare ed essere aggiustati. La filosofia del “Pronti, fuoco, mira!” (o del “Definire, eseguire e ridefinire”) sottolinea l’importanza dell’azione (il fuoco) rispetto a quella usuale del “Pronti, mira, fuoco!”. “Facendo” capiamo quanto siano giusti i nostri obiettivi. Kubistant conclude: “Tutti noi abbiamo sogni ed obiettivi nel nostro bodybuilding. La sfida è trasformare questi sogni e questi obiettivi in realtà. Dice un vecchio proverbio: “Parlare costa poco” ed io vi vorrei aggiungere “ma fare è provare”. L’unico modo con cui vorrai provare a te stesso che tipo di corpo tu puoi sviluppare è muoverti e farlo. Questa è la vera sfida che ogni settimana fa tornare tutti noi in palestra.” (da Mind Pump, p. 165)

Autovalutazione.

Le risposte date vi faranno capire quanto state utilizzando la mente nel vostro allenamento. Sebbene non ci siano delle risposte giuste in assoluto, i bodybuilder di successo hanno in comune un certo approccio mentale che se non avete … potrete sviluppare leggendo il libro di Tom Kubistant e gli altri testi che trattano della psicologia del bodybuilding
(v. Bibliografia).
1 – Faccio bodybuilding per:
a avere un migliore aspetto
b sentirmi bene
c provare la sensazione di compiere qualcosa
d socializzare e darmi delle arie
f raggiungere degli obiettivi
g altro …

2 – Tendo a concentrarmi soprattutto su:
a i miei punti forti
b i miei punti deboli
c simmetria e proporzioni
d cosa ho bisogno di fare e niente in particolare

3 – Programmo i miei allenamenti:
a per niente
b in strada mentre vado in palestra
c mentre mi sto allenando
d con una settimana di anticipo e con più? di una settimana di anticipo

4 – Durante l’allenamento mi sforzo di:
a sollevare più peso possibile per molte serie e ripetizioni
b mantenere la medesima intensità?
c programmare quando è il momento di aggiungere peso
d variare sempre carichi ed intensità

5 – Alleno per prima cosa:
a i gruppi muscolari forti
b i gruppi muscolari deboli
c mantengo sempre la stessa sequenza di gruppi muscolari
d quello che mi è più comodo

6 – Durante una serie:
a conto le ripetizioni
b mi distraggo
c mi concentro sul peso che sto sollevando
d mi concentro sull’esecuzione e sento i muscoli che si contraggono

7 – Verso la fine di una serie, al momento del bruciore muscolare:
a smetto
b spingo più forte
c rallento
d provo piacere e aumento la velocità d’esecuzione

8 – Tra una serie e l’altra:
a mi rilasso
b parlo con qualcuno
c bevo un po’ d’acqua
d faccio stretching e mi concentro sulla serie successiva
f non faccio niente in particolare

9 – Uso una qualche tecnica di rilassamento:
a mai
b prima dell’allenamento
c durante l’allenamento
d più? volte durante la giornata

10 – Mi rilasso per i miei allenamenti:
a non facendo niente in particolare
b facendo stretching
c ascoltando la musica
d chiudendo gli occhi e prestando attenzione al mio respiro e scherzando con gli amici
f altro …

11 – Quando guardo lo sviluppo muscolare di qualcun altro:
a mi intimidisco
b mi deprimo
c lo stimo
d cerco di imitarlo e ne traggo ispirazione
f non guardo mai gli altri quando mi alleno

12 – Quando qualcuno mi fa complimenti per il mio fisico:
a mi sento bene
b faccio il modesto
c mi chiedo quali reali intenzioni abbia
d mi alleno ancora più intensamente e d? un bacio ai miei bicipiti!

13 – Di solito reagisco alle distrazioni:
a ignorandole
b dicendo a qualcuno di provvedere a farle cessare
c provvedendo a farle cessare
d distraendomi ancora di più e accorciando l’allenamento e andandomene

14 – Se il mio partner d’allenamento non arriva:
a cancello o accorcio il mio allenamento
b mi alleno da solo
c ne trovo un altro per quel giorno
d mi sento perso e mi concentro su esercizi e macchinari che di solito, con lui, non uso

15 – Se cancello un allenamento:
a mi sento in colpa
b ne salto altri ancora nei giorni successivi
c non salto mai un allenamento
d va bene lo stesso se è stato quello che io volevo fare e ne risente ogni altro impegno della mia vita

16 – Per me socializzare in palestra:
a è il motivo per cui ci vado
b non esiste proprio durante un serio allenamento
c va bene fintanto che non danneggia il mio allenamento

17 – Per me “intensità” significa:
a arrabbiarmi
b mettercela tutta
c gettarmi sui pesi
d essere una belva ed è una parola che non conosco

18 – Durante l’esercizio quanto è il tempo, espresso in percentuale, durante il quale ti concentri e quanto quello in cui sei distratto:
a 100% – 0%
b 75% – 25%
c 50% – 50%
d 25% – 75%
e 0% – 100%

19 – Per me:
a vincono sempre i pesi
b io devo battere i pesi
c i pesi sono alleati
d non ci ho mai pensato

20 – Per me il bodybuilding è:
a la mia vita … senza sarei completamente perso
b piacevole, ma posso stare anche senza
c qualcosa che faccio per stare in forma
d la “colla” che tiene insieme tutta la mia vita e un modo per incontrare gli altri
f un posto per vantarmi e sentirmi bene
g altro …
(da Mind Pump, pp. 8-11)

Bibliografia

Sebbene non ci siano delle risposte giuste in assoluto, i bodybuilder di successo hanno in comune un certo approccio mentale che se non avete … potrete sviluppare leggendo i testi che trattano della psicologia del bodybuilding
(v. Bibliografia).

Libri specifici sull’argomento:

Denie, Psyco-Blast, Health Culture Publishing Co., Ont., Can. 1984 (trad. it. a cura di G. Cianti, Sandro Ciccarelli Editore, 1992).

Lou Ferrigno, The Mind, Dingman, Marina del Rey, CA., 1980

Vince Gironda & Robert Kennedy, Unleashing the Wild Physique, Sterling Publishing Co., Inc., New York, 1984

Stuart McRobert, Brawn. Bodybuilding for the drug-free and genetically typical, CS Publishing, Nicosia, Cipro, 1991 (trad. it. a cura di G. Cianti, Sandro Ciccarelli editore, 1992).

Libri che dedicano capitoli all’argomento:

F. C. Hatfield, Bodybuilding: un approccio scientifico, Edizioni Club Leonardo, Milano, 1986 (vedi parte IV, pp. 244-268).

Tom Platz & Bill Reynold, Bodybuilding da professionisti, Luigi Reverdito Editore, Trento, 1986 (vedi cap. 8, pp. 146-151).

Arnold Schwarzenegger, Enciclopedia del moderno bodybuilding, Franco Fassi editore, 1988 (vedi cap. 7: “L’attrezzo più? importante: la mente”, pp. 229-244).

Christine & Frank Zane, Zane Nutrition, Franco Fassi Editore, 1989 (vedi capitolo 4, pp. 207-235).

Libri sulla psicologia dello sport:

Charles A. Garfield, Rendere al massimo. Peak Performance. Le tecniche di training mentale dei più? grandi atleti del mondo, Sperling & Kupfer Editori, Milano 1986.

Peter Terry, Vincere nello sport, Garzanti Editore, 1990.

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