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“Dieci libri che ti hanno cambiato la vita !”.

1. “La ricerca non ha fine”, l’autobiografia del filosofo Karl Popper: mi ha insegnato l’amore per la filosofia della scienza.

2. I due libri del fisico Richard Feynman “Sta Scherzando Mr. Feynman” e “Cosa ti importa di ciò che dice la gente”: una conferma del mio amore per la scienza. Così deve essere un genio.

3. “Martin Eden”, Jack London: mi ha preparata al mondo del lavoro e a non aspettarsi riconoscimenti sinceri e meritati (incredibile davvero che gli stessi libri che erano stati schifati, poi Martin li vende a mucchi).

4. “Il giovane Holden”, Jerome D. Salinger: spesso mi sento il ricevitore nella segale, osservando gli altri vagare, io pronta, su richiesta, ad evitare che si perdano o cadano nel burrone.

5. “Eneide”, nella traduzione di Annibal Caro, e “Storia delle storie del mondo”, libro per bambini. Ho incontrato la mitologia greca e romana molto presto. Grazie per questo alla scuola.

6. Tutta Astrid Lindgren, non quella di “Pippi Calzelunghe“ ma soprattutto “Emil”, “L’isola dei gabbiani”, “Il libro di Bullerby.” (Un giorno vorrei poterla leggere in lingua originale).

7. “Pumping Up”, Ben Weider & Robert Kennedy: il mio primo libro di bodybuilding (femminile), anno 1987. Decisivo.

8. “La ragazza di Bube”, Carlo Cassola, per l’esempio di fedeltà di Mara a Bube stesso.

9. “Se il sole muore”, Oriana Fallaci. Scienza e USA… se non mi hanno formato questi argomenti, non saprei cos’altro.

10. “Il marito di Elena” (noi donne siamo tutte un po’ Elena?) e “I Malavoglia” di Giovanni Verga (con la Lia che se ne andò così, nel nulla… ci penso ancora quando mi sento triste)

Mi permetto di aggiungerne due.

Sono stata fortunata che la vita mi ha concesso di scrivere oltre che leggere. Un sogno che avevo fin dalle scuole medie. Ho scritto di me, per me, per gli altri, come ghost writer ; ho dato voce agli stranieri traducendo. Durante questo lavoro, due sono e saranno le pietre miliari nel mio cuore prima ancora che nel mio curriculum:

11. “Taricone al 100%”, che scrissi io stessa insieme a Pietro e ad un altro giornalista: mi ha insegnato a distinguere (e apprezzare) la persona dal personaggio. Mi manca.

12. “51 giorni senza scuse”, Rich Gaspari, perché è il primo libro che ho pubblicato come editore.

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The Indispensable Man – Nessuno è indispensabile

Nessuno è indispensabile

di Saxon White Kessinger ©1959 Traduzione italiana di Rossella Pruneti

Alle volte quando ti senti importante,
alle volte quando il tuo Ego è grosso,
alle volte quando dai per scontato di essere il migliore su tutti,
alle volte quando pensi che se te ne vai lascerai un vuoto incolmabile.
segui queste facili istruzioni
e vedrai come sbasserai la cresta:
Prendi un secchio e riempilo d’acqua,
immergi la mano fino al polso,
ora estraila e guarda il buco che rimane:
quella è la misura di quanto sarai rimpianto.
Puoi fare tutte le onde e gli schizzi che vuoi quando la immergi,
rimestala quanto vuoi all’infinito
ma appena ti fermi, all’istante,
vedrai che è esattamente rimasto tutto come prima.
La morale di questo strambo esempio
è di fare il tuo meglio
essere fiero di te stesso ma ricordarti sempre e comunque
che nessuno è indispensabile.

 


The Indispensable Man

by  Saxon White Kessinger ©1959

 

Sometime when you’re feeling important;
Sometime when your ego’s in bloom
Sometime when you take it for granted
You’re the best qualified in the room,

Sometime when you feel that your going
Would leave an unfillable hole,
Just follow these simple instructions
And see how they humble your soul;

Take a bucket and fill it with water,
Put your hand in it up to the wrist,
Pull it out and the hole that’s remaining
Is a measure of how you’ll be missed.

You can splash all you wish when you enter,
You may stir up the water galore,
But stop and you’ll find that in no time
It looks quite the same as before.

The moral of this quaint example
Is do just the best that you can,
Be proud of yourself but remember,
There’s no indispensable man.

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Come trovare lavoro

Come trovare lavoro - facendo cose che ti appassionano

In tempi di crisi (economica) ciò che ti appassiona può diventare un lavoro. E comunque è il segreto per ogni tempo e ogni lavoro.
Se devi scegliere una facoltà universitaria, ciò che ti appassiona ti farà diventare bravo nel tuo settore e capace di trasmettere agli altri. Io sono rimasta a studiare Logica Matematica mentre le mie amiche sceglievano Economia e Commercio sicure di trovare con quella laurea il famoso posto fisso. Qualcuna ce lo ha. Ma prima ha inghiottito almeno 4 anni di un corso di studio universitario che non le piaceva. Si è laureata con un voto mediocre. Io ho studiato con gioia, tutto d’un fiato, materie che mi venivano facili perché erano la mia passione… e mi sono laureata con 110 e lode.
Quando loro calcolavano che era meglio fingere un interesse e dimenticarsi dei propri talenti e passioni, io avevo la loro stessa perplessità immaginando il mio futuro ma di una cosa ero sicura: volevo essere il meglio che potevo in ciò che amavo e sapevo fare piuttosto che mediocre in qualcosa che (mi illudevo) avrebbe garantito uno stipendio in un grigio posto di lavoro, a testa china, senza una goccia di fantasia e di amore.
La cosa bella è stata che seppure seguendo un turbinio di passioni, dall’Inglese al Bodybuilding alla Logica Matematica alla cucina light ai cani e mille altre cose… tutte le mie passioni sono state seguite da me senza rinuncia e vergogna e si sono intrecciate, anzi addirittura amalgamate, a fare quella che sono oggi, quella che non sarei stata e con una vita che non mi sarebbe piaciuta se avessi studiato per entrare in banca o fare la professoressa o lavorare alle poste (tanto per dire). Quasi come se ci fosse stata una ricetta per essere me stessa e quegli interessi seguiti tutti ingredienti indispensabili da usare.
Devo dire grazie ad un papà che ha sempre ballato con me e quando non poteva, mi ha lasciato ballare da sola, spesso finanziandomi, facendomi imparare come vivere “nei miei stessi termini”, con la nostra etica e con il nostro grande senso dell’impegno.
Tra cinque o dieci anni ci saranno lavori che oggi neanche possiamo immaginare, come è già successo nel passato. Ma l’umanità avrà un futuro garantito se ci saranno persone con passione, etica e un pizzico di pazza fantasia a fare i vecchi e i nuovi lavori. Il futuro è delle persone, quelle con cuore e cervello, non è dei “lavori.”


Guarda il video che ha dato spunto a questo articolo:


¿Bailamos? © di jafproducciones

 


 

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In tempi di crisi (economica) ciò che ti appassiona può diventare un lavoro.Se devi scegliere una facoltà…

Posted by Rossella Pruneti on Wednesday, July 8, 2015

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Power posing nella socio-psicologia come il posing nel bodybuilding

Power Posing nel bodybuilding

Quante volte vi fa incavolare il modo in cui una persona dice una cosa? Oppure la digerite anche se sgradevole perché ve la “sa dire”? Nella comunicazione tra persone non ci sono solo le parole, proprio come scrivendo su internet non c’è solo il testo ma anche le immagini, le emoticons, i video ecc. Nella vita reale comunichiamo da sempre con molto più del linguaggio verbale: l’espressione del volto, il tono della voce, la posizione o il movimento delle braccia e di altre parti del corpo. In un termine tecnico: linguaggio non verbale.
Amy Cuddy, sociopsicologa all’Harvard Business School si è fatta una domanda scontata che riformulo pressappoco nel modo seguente: “Come parliamo a noi stessi, non solo le parole ma anche tutto l’amabaradan non verbale (espressioni volto, gesti, posizione corpo) ha effetto nel bene e nel male anche su noi stessi?”.
Certo che sì.
Ancora: “Se la potenza è espressa con certi atteggiamenti non verbali, assumerli permette di autoinfondersi potenza?”
Certo che sì.
La professionalità di Amy Cuddy sta nell’essersi risposta con metodo scientifico. Valutando i valori di due ormoni piuttosto interessanti (testosterone, ormone della dominanza, e cortisolo, ormone dello stress) ha rilevato che l’uno aumenta e l’altro diminuisce secondo la posizione del corpo. Ha poi catalogato le posizioni del corpo “migliori” come “power posing” (dato che alzano l’ormone della dominanza). L’elemento notevole è che tutto ciò avviene già dopo uno o due minuti che si è assunta la posizione. Immaginate un po’ che vantaggio o che danno potete farvi andando avanti un giorno intero con la vostra vocina interiore e la vostra postura.
Le modificazioni fisiologiche agiscono con quelle dell’umore e nell’insieme (fisiologico, psicologico e comportamentale) traducete il tutto in un’azione migliore (o peggiore, nel caso di posizioni non di “potenza”, ma quelle di “low power” con chiusura, paura, autoprotezione).

Il power posing conferma il legame mente-muscolo e la potenza della visualizzazione nel bodybuilding  con le pose in gara e in allenamento.

 

Dato che la maggioranza delle pose nel bodybuilding agonistico e degli esercizi nell’allenamento coi pesi possiedono le caratteristiche del “power posing”, mi chiederei se è anche grazie a questo (o se questo dimostra con la scienza della fisiologia) che il bodybuilding cambia la mente in quell’importante ma bistrattato legame mente-muscolo.

La maggioranza delle pose da bodybuilder e degli esercizi con i pesi possiede le caratteristiche del power posing.

Caratteristiche del power posing:

  • apertura, cioè tenere gli arti aperti (in adduzione)
  • espansione, cioè occupare più spazio

In ogni sport il vincitore alza le braccia, in modo spontaneo. Non lo insegniamo neanche ai bambini: è automatico farlo.
Ma il bodybuilding con le pose e le posizioni di apertura e potenza ha una lunga e forte frequentazione, più di altri sport. Non soltanto la competizione di bodybuilding ingloba queste posizioni per regolamento (per ogni categoria, maschile e femminile, per ogni livello di muscolarità, gli atleti effettuano delle pose) ma l’arte di posare integra l’allenamento. Arnold, uno tra i grandi della cultura fisica, ha sempre sostenuto l’importanza di posare in preparazione alla gara per arrivare ad una performance migliore (un fisico più bello, una padronanza assoluta del palco). Non soltanto sessioni apposite di posing, ma anche posare davanti allo specchio della sala pesi dopo l’esecuzione degli esercizi. Era già ovvio che si trattava di un importante feedback del corpo alla mente (rafforzamento del legame mente-muscolo) oltre che di un complemento alla visualizzazione, ma il bello è che oggi lo studio di Amy Cuddy ci porta dati scientifici a conferma.
Provando o fingendo di essere, si diventa. Ci si può allenare davvero ad essere migliori. Cambiando la postura per due minuti (aprendovi o espandendovi, con il “power posing”) preparate corpo e mente ad affrontare situazioni difficili o stressanti, migliorando sicurezza e prestazione. La costruzione del corpo va di pari passo con la costruzione della mente.

 

LINK di riferimento:

  1. Studio scientifico
  2. Video
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Scegliere la palestra giusta

scegliere la palestra giusta

Se la palestra è giusta per voi, allora è garantito il successo nel raggiungere gli obiettivi che vi prefiggete.

Il segreto è avere o trovare più cose che vi piacciono che quelle che non vi piacciono nella palestra che scegliete. Trovare le cose che piacciono talvolta avviene in modo naturale, le altre si scoprono con il tempo e con la pazienza.

 

Avere altre compagne di palestra motivate servirà spesso a motivare ed ispirare anche voi ad andare là e a non saltare le sessioni d’allenamento. Circondarsi di persone che hanno avuto successo vi ispirerà ad avere successo.

 

Quando decidete se una palestra va bene, è importante che la proviate per una settimana o due prima di iscrivervi definitivamente, andandovi ad allenare ad orari diversi.

 

Ecco alcune domande da tenere presenti per valutare il tipo di attrezzatura:

 

  • Ci sono abbastanza macchine per allenare i muscoli da più angolazioni?
  • L’attrezzatura è robusta e ben mantenuta?
  • Gli attrezzi più importanti sono presenti in numero sufficiente da non dovere aspettare troppo tempo per usarli?
  • Gli orari delle lezioni d’aerobica vanno bene in base ai vostri impegni?

 

La posizione dovrebbe avere un peso notevole nella scelta della palestra; è importante che sia in una posizione facilmente raggiungibile e con orari che vanno in accordo con i vostri impegni. L’ideale sarebbe una palestra a metà strada tra il vostro posto di lavoro e casa vostra. Renderebbe più facile allenarsi prima o dopo il lavoro.

 

Un altro importante aspetto da considerare, scegliendo la palestra giusta, è la pulizia. Stabilite se nella palestra sono rispettate le norme igieniche.

 

La bravura dello staff di istruttori è un’altra importante ed ovvia considerazione da fare. Purtroppo, per quanto importante, uno staff valido è una delle cose più difficili da trovare!

 

Ricordate che la scelta della palestra è un investimento importante e la scelta che fate può rivelarsi una relazione di lunga durata che vi motiverà negli anni a migliorare oppure un insuccesso con conseguente fallimento del vostro programma di fitness.

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Ghetto training numero 3 – Circo

Un paio di settimane fa ho portato mia figlia al circo. Erano almeno 30 anni che non ci andavo e devo dire che è rimasto uno spettacolo “antico”, immutato. Poco di mutato, se non forse l’impiego molto ridotto degli animali. Ma sono gli uomini e le donne del circo quelli che mi hanno da sempre affascinato. Fin da bambina dicevo di volere sposare un “forzaiolo” e lavorare in un circo. C’è chi dice che non ho poi fatto qualcosa di molto diverso. In effetti le origini della cultura fisica sono strettamente radicate negli spettacoli circensi. Tali erano le dimostrazioni di forza di Eugen Sandow The Magnificient e sugli strongman si basava anche Barnum col suo famoso circo.

La storia del body building nord americano è iniziata ufficialmente proprio quando gli strongman divennero l’attrattiva principale dei circhi. Queste prove di forza (per esempio lo strappo di un mazzo di carte in un sol colpo oppure il sollevamento sopra la testa di grosse “clave”) e le pose muscolari partirono come numeri secondari ed aggiunte al programma generale per poi diventare famosissimi all’inizio del XIX secolo. Le pose di Sandow davanti al pubblico sono state l’inizio delle moderne routine nelle competizioni attuali di body building.

Oggi, mi chiedo: quanto e come si allenano coi pesi gli artisti del circo? A giudicare del loro fisico asciutto, modellato e flessibile, sembra di sì e in buona misura. Avrei voluto intervistarli e scoprire panca e bilanciere in qualche roulotte del circo. Magari la prossima volta.

 

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Spuntino a metà mattinata: mangiare senza pensarci o nutrirsi?

Spuntino a metà mattinata

Buongiorno! Questa è l’attesa tra la colazione e lo spuntino a metà mattinata. Lo fate?

Spuntino a metà mattinata: Si

Sì, lo spuntino tra un pasto principale e l’altro è sempre una buona regola:

  • permette di controllare la fame(e questo è fondamentale nel caso di diete dimagranti);
  • ancora più importante consente di tenerci approvvigionati di nutrienti (essenziale per gli atleti) e di energia (anche per chi lavora intellettualmente, pensate alla ricreazione degli studenti);
  • consente di inserire alimenti che spesso non trovano molto posto ed onore negli altri pasti (frutta, verdure, fonti proteiche).

Ma che sia uno spuntino salutare e soprattutto non esca dal caso (bar, macchinette automatiche, ecc.). Deve essere concepito all’interno del piano alimentare che seguiamo, tenendo conto della ripartizione di carboidrati, proteine e grassi oltre che del totale calorico giornaliero.

 

Spuntino a metà mattinata: NO

Esistono teorie per cui bastano meno pasti al giorno dei tipici 6-7 che dominano i programmi alimentari nel bodybuilding e fitness. La conclusione “Fare sei pasti piuttosto che 3 non migliora il dimagrimento ma anzi aumenta la fame” si trova in alcune ricerche come la seguente:

Obesity (Silver Spring). 2013 Feb;21(2):336-43. doi: 10.1002/oby.20032. Effects of increased meal frequency on fat oxidation and perceived hunger. Ohkawara K1Cornier MAKohrt WMMelanson ELhttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23404961

Studi analoghi a questo sopra considerano come elemento d’osservazione il TEF (l’effetto termico dei cibi). Secondo me rimane da stabilire se il TEF sia l’unica variabile che influenza il dimagrimento (e ritengo che non lo sia perché è innegabile che la fonte del macronutriente determini una grossa differenza nella sua utilizzazione: “una caloria non è una caloria” che provenga da una patatina fritta o da una banana come non è indifferente bruciare diesel o benzina). Inoltre differenziamo se tutti coloro che fanno o saltano lo spuntino di metà mattina intendono dimagrire o no, cioè se lo scopo dello spuntino non sia piuttosto quello di approvvigionare di energie o evitare un volume eccessivo di cibo ai tre pasti principali (che non tutti possono digerire facilmente).

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2400767 e anche http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1951147

 

Da donna, so che solo dopo che ho imparato a mangiare gli alimenti corretti nelle porzioni e agli orari giusti per il mio caso, ho controllato la fame e avuto ragione sulla mia composizione corporea. I lunghi digiuni e le tante ore tra colazione e pranzo (peggio ancora tra pranzo e cena) portavano solo a un crollo e una resa senza condizioni di fronte alla dispensa (solitamente di sera poi). Conosco l’effetto che la fame non si sente se non introduciamo certi alimenti, ma per questo penso che sia importante selezionare la qualità delle nostre fonti di macronutrienti, non evitarle ciclicamente. In ogni caso, argomenti come il digiuno intermittente mi sono sconosciuti e da saggia ignorante non prendo posizione. Se vi trovate bene, non cambiate.

Mi preme invece chiarire uno studio male interpretato che nel 2011 fece molto scalpore. Molti giornali e siti lo riassumono in: “chi mangia a metà mattina non dimagrisce”, sostenendo che fare uno snack comprometta una dieta dimagrante. Spesso non è detto che lo studio fu svolto con donne in postmenopausa da sovrappeso a obese, leggermente indottrinate sulla dieta da seguire ma non armate di molte informazioni nutrizionali. Non solo, ma la conclusione scritta nell’abstract dello studio non è che bisogna saltare lo spuntino di metà mattina, bensì:

“In questo studio sono stati osservati risultati tanto positivi quanto negativi relativi agli spuntini. Gli spuntini possono essere utilizzati per incorporare nella dieta alimenti sani come frutta e verdura; ad ogni modo, le modalità con cui sono fatti gli spuntini potrebbero riflettere abitudini alimentari sbagliate (per esempio, mangiare in modo distratto, mangiare troppo) e intralciare la riduzione di peso […] I soggetti che seguono programmi dimagranti dovrebbero essere educati su come inserire spuntini salutari nella dieta”.

 

Kong, Angela et al. “Associations Between Snacking and Weight Loss and Nutrient Intake Among Postmenopausal Overweight-to-Obese Women in a Dietary Weight Loss Intervention.” Journal of the American Dietetic Association111.12 (2011): 1898–1903. PMC. Web. 28 Jan. 2015. http://www.andjrnl.org/article/S0002-8223(11)01554-9/abstract

 

Vera fame o abitudine?

 

La sete può essere confusa per fame. Prima di mangiare, bevi un bicchiere d’acqua e aspetta un quarto d’ora. Valuta se hai ancora veramente fame.

 

I tempi: spuntini nutrienti agli orari giusti

 

Nel fitness e bodybuilding imparerai come alimentarti 6-7 volte al giorno qualsiasi sia il tuo obiettivo. Il controllo della fame e il nutrimento sono importanti sia che tu voglia costruire il tuo corpo sia che debba ridurre il peso corporeo.

Uno spuntino troppo vicino a un pasto e con gli alimenti sbagliati può sabotare il dimagrimento, ma pure aspettare troppo a lungo può farlo: eccessiva fame incontrollabile, cali di energia, ecc.

Qualsiasi sia l’obiettivo, il concetto alla base dello spuntino di metà mattina è: tempo e qualità.

Non deve essere un fuoripasto dovuto a noia, un alimentarsi senza rendersene conto a ridosso di altri pasti, ma rispondere con precisione ad uno o più bisogni del corpo.

Qual è l’ora precisa? Non c’è, a dire il vero. Cercate di distanziarli in base ad almeno un intervallo di 2-3 ore e agli impegni, non per forza devono cadere nelle ore tipiche dei pasti. Inoltre, se vi svegliate tardi e la colazione e a meno di 3 ore dal pranzo, saltate lo spuntino.

Nel caso che andiate in palestra intorno all’ora di pranzo, lo spuntino può/deve coincidere con il preworkout-snack.

 

Come deve essere

Un cibo salutare

  • Che nutra
  • Che aiuti a sentirsi sazi
  • Che sia collocato correttamente come orari
  • Che sia controllato nella porzione e nelle calorie (indicazione di massima: 150-300 kcal).
  • Indice glicemico basso per una digestione lenta e blocco della fame. A meno che non coincida con lo snack pre-workout (quello 60-30 minuti prima appena di andare in palestra), nel qual caso possono essere scelti anche carboidrati.

 

Idee:

Trovi alcune idee per lo spuntino di metà mattina nell’infografica. Per tante ricette di barrette energetiche e/o proteiche: La dispensa del Bodybuilder.

Dieta e spuntino metà mattina

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Come trovare un ristorante se devi stare a dieta: guida ai migliori tra sogno e realtà.

Come trovare un ristorante per stare a dieta

Come trovare un ristorante se devi stare a dieta?

Io un ristorante che soddisfa le mie volontà (prima ancora che esigenze) alimentari se devi stare a dieta me lo sogno. Letteralmente.

Ogni tanto penso dove ho mangiato spesso in USA (soprattutto The Firehouse a Venice Beach, California e l’ormai “traviato” Raffle’s di Las Vegas e lo scomparso ristorante di The Double Tree a Columbus, Ohio) e nella mia testa parte un progetto di un locale da aprire che raccolga il meglio di quei tre. Anzi, con la fantasia ci aggiungo pure di più. Le ricette non mi mancano, ovvio. Il dubbio è che temo mancherebbero i clienti IN ITALIA. Quanto nel Bel Paese è apprezzato mangiare sano?

Beh, sorpresa. Ormai è confermato il fenomeno mondiale: il “Protein Trend” non è una moda passeggera. Anche la ristorazione segue la tendenza e sono inaugurati qua e là nel mondo “protein bar” e “protein restaurant” (spesso in franchising) suggerendo che il target di clienti pronti a consumare fuori casa (magari accanto alla palestra frequentata) uno shake proteico o un pasto sano e iperproteico non sia poì così limitato.

Ritengo che anche l’italiano sia arcistufo di mangiare per non nutrirsi. La vita è freneticamente cambiata e non perdona abbiocchi post-prandiali e maniglie dell’amore. La famiglia si è sgretolata e spesso non esiste una tavola dove tornare a pranzo e a cena. Si sente piuttosto il bisogno di un bel locale dove, entrando soli, incontrare persone che, come noi, hanno cura di sé. Per questo prevedo che molto presto avremo tanti ristoranti di questo tipo. Vedrete.

 

Stupitevi: al ristorante controllate meno di quello che credete e più di quello che non credete.

 

Sostengo che con conoscenze basilari d’alimentazione e forza di volontà sia possibile mangiare ipocalorico o controllando i macronutrienti OVUNQUE. Anche da McDonalds o in Autogrill. Non è però possibile mangiare SANO ovunque. Il controllo degli ingredienti, sia nella qualità sia nella sicurezza alimentare, non è agevole e garantito… purtroppo neanche nella nostra dispensa di casa.

Quindi, prima (e forse unica) regola: in un locale di ristorazione potete controllare calorie e porzioni, ma non sempre essere sicuri della qualità (freschezza, biologicità, ecc.). Sorpresi vero? La gente pensa che sia facile avere la qualità garantita mentre irresistibile limitarsi e seguire la dieta in un buon ristorante. Ricredetevi.

Al momento, in Italia, avete bisogno di un minimo di conoscenze nutrizionali per destreggiarvi da soli nella selezione, all’interno di un menù, di ciò che non è “una bomba calorica e un fuoco di paglia nutrizionale”. Sono conoscenze che chi pratica fitness e bodybuilding di solito ha. Riassunte in una parola: scegliere-alimenti-cotti-semplicemente-eliminare-zuccheri-chiedere-pasta-e-riso-condimenti-a-parte.

Per le porzioni (personalmente io ho il ristorante La Reserve a Bordighera che pesa anche il riso oltre alla carne), la regola di sopravvivenza è imparare a valutarle ad occhio. Non solo grazie all’esperienza che ormai dovreste avere nel cucinare a casa, ma anche usando quei riferimenti per calcolare le porzioni a occhio: ad esempio, 100 g di riso cotto sono pressappoco quanto  la mano chiusa a pugno. Potete trovare delle infografiche online ma quasi mai vi dicono i grammi, comparano gli alimenti ad oggetti di uso comune parlando di “porzione” (non specificano, penso si tratti di quella fittizia del dietologo presenzialista in TV). La migliore cosa è che quando cucinate a casa (pesando i vostri alimenti, come sappiamo fare) iniziate a memorizzare le VOSTRE porzioni in grammi abbinandoli al pugno, al palmo, alle dita della vostra mano o di oggetti a voi familiari. In questo modo riuscirete a valutare ad occhi i VOSTRI GRAMMI di alimento. Un po’ di fatica per farlo ma poi potrete “pesare ad occhio” tutto ovunque siate.

Se date un’occhiata qui sotto alla tabella dei principali ristoranti internazionali segnalati, alcuni vi aiutano a scegliere con un nutrizionista e altri permettono di scegliere il piatto in base ai grammi di proteine contenuti. Ci arriveremo anche in Italia, solo tempo al tempo.

 

L’aspetto psicologico: vostro e del ristoratore.

 

Spesso il problema non sta nel menu ma nei camerieri: ritengono che le vostre siano fissazioni alimentari e subdolamente vi cercheranno di rifilare un po’ quello che a loro pare. La strategia migliore, nel caso, non è dire che siete a dieta ma che siete ALLERGICI. Mentire e prospettare uno scenario catastrofico di un cliente che si sente male… è in alcuni casi l’unico modo per farsi servire ciò che si vuole.

Perché è tanto difficile trovare alimenti (nutrizionalmente) “puliti” nella ristorazione in genere? Perché con quelli non mascheri niente. O sono buoni di qualità o non sono buoni affatto. Non esiste intingolo che li camuffi. In base a questo, aspettiamoci che quando si diffonderanno i ristoranti dei nostri sogni, non potranno essere super economici. La qualità si paga perché ha dei costi ineliminabili.

 

Come trovare un ristorante: i più famosi Protein Restaurant in Europa

 

NOME TIPO NOTE DOVE SITO WEB
Gym’s Kitchen Ristorante Per ogni pasto sono indicate le macro, presente un nutrizionista per aiutare nella scelta, il menu offre grande varietà per i pasti pre e post-workout, molti shake proteici Locations Londra e varie in UK http://www.gymskitchen.com/
Slims Health Kitchen Ristorante Smoothie bar con shake proteici, piatti sani e iperproteici, pancake proteici, possibilità di aggiungere altre proteine al piatto scelto Locations in Irlanda http://www.slimskitchen.com/

 

Come trovare un ristorante: i più famosi Protein Restaurant in USA

 

NOME TIPO NOTE DOVE SITO WEB
Muscle Maker Grill Ristorante franchising Shake con 42 g di proteine o ricetta salutari Locations in tutti gli USA http://www.musclemakergrill.com
The Fit Station Ristorante franchising I piatti sono pesati e con le porzioni indicate, le ricette sono offerte in base all’obbiettivo (dimagrimento, crescita muscolare, resistenza, ecc.) Locations in espansione http://www.thefitstation.com/
Protein House Ristorante (in futuro franchising) Smoothie bar con grande scelta di proteine in polvere, pancake proteici Las Vegas http://www.protein-house.com/
Teriyaki Boy Ristorante Molti pasti post-workout, frequentato da Jay Cutler, Shaw Rhoden, Mark Anthony, Phil Heath Location vicina alla palestra Las Vegas Athletic Club, Las Vegas http://www.teriyakiboyhealthygrill.com/
The Firehouse Ristorante “Bodybuilder menu” con piatti per colazione, pranzo e cena, selezioni e quantitativi a scelta adatti per i pasti pre e postworkout, shake proteici Venice Beach, California http://www.firehousevenice.com/
Rocbody Fitness Cafe Ristorante Scelta dei piatti in base a macro e obiettivi, 17 shake proteici diversi, menu speciale per grosse porzioni (“The Gorilla Club”) New Rochelle, NY http://rocbodyfitnesscafe.com/
Better Gourmet Ristorante Smoothie bar, selezione low carb, colazione servita tutto il giorno, varietà di insalate Staten Island, NY http://www.justeatbetter.com/

 

Sondaggio

 

Ne conoscete altri, soprattutto potete indicarne in Italia?

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Chi premia il bodybuilding

Il bodybuilding, sul palco come sulla spiaggia, non premia chi ha genetica.
Per quello basta un concorso di bellezza.
Il bodybuilding premia chi riesce a migliorare, secondo il proprio personale progetto, ciò che ha.

Rileggete anche la frase provando a dare due connotazioni diverse a “premia”: coppa di latta nelle prime due righe e realizzazione/soddisfazione personale nelle ultime due righe. Adesso appare più chiara? Ecco, reinserite pure il fattore “premio coppa di latta” e i giudici nell’equazione. Chi è che vince?

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Ghetto Training numero 2 – Prigioni

Prison workouts

Molto spesso il bodybuilding è lo “spazio” che manca. Come accade nell’allenamento coi pesi in carcere. Soddisfa il bisogno di sfogare la frustrazione di una limitazione (fisica o psicologica, costrittiva o autoimposta), di indirizzare su uno sport la piena dirompente dell’aggressività, di trovare soddisfazione in una qualche dimensione. Questo lo sapeva bene anche Arnold e dagli inizi della sua carriera si è recato nei penitenziari per stimolare all’allenamento di bodybuilding. Guardate.

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