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In palestra. Che tipo di istruttore sei?

Che tipo di istruttore sei? Che tipo di istruttore sei? Tu, che tipo di istruttore sei?

Beh, sei l’istruttore che ti hanno insegnato ad essere, cioè ti hanno detto che l’istruttore è colui che fornisce le nozioni e l’addestramento necessario per una specifica attività.

Pensiamo di fare gli istruttori, o i genitori o i partner immaginandoci che abbiamo in mano un telecomando con cui possiamo radiocomandare la persona.

Ti vedi come uno schiavista? Hai in mano la frusta? O, peggio, oggigiorno pensi di avere in mano il telecomando? Quindi tu te ne stai lì con in mano il telecomando…

Se ti dicessi che l’istruttore è piuttosto uno che guida un calesse?

Devi immaginarti: su una carrozza (il corpo del tuo allievo); con il tuo allievo (insieme a te); la carrozza è trascinata da non uno ma ben due cavalli. I cavalli sono la sua testa. La testa dell’allievo (come di ogni persona) ha una parte razionale e una parte irrazionale, una parte logica che è quella del “Volli, fortissimamente volli”, quella che gli spieghi, gli dai le indicazioni, “OK”, dice, “Andiamo avanti, sono d’accordo, lo vedo, lo capisco” e la parte invece illogica e irrazionale, quella che scalcia, che nitrisce, che sente il cuore, quella che vuole casomai fermarsi ad annusare le margherite.

Quindi tu, su questo calesse, porti la persona?

No, tu sei sul calesse con la persona che addestri, ma è lei che sa dove vuole andare. Tu l’accompagni.

Hai mai pensato che tu sei l’istruttore di te stesso?

Pensavi di essere istruttore? E invece è un calesse.

FRASI-telecomando-3

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Variare la rotta ti salverà

Variare la rotta e cambiare le vele ti salverà

Nel viaggio della vita non sono le circostanze che trovi ma quelle che crei e come reagisci.

I treni hanno unito posti lontani ma sono i navigatori che hanno scoperto nuove terre.
Troverai sempre venti contrari, burrasche e posti di blocco. Se cambi l’assetto delle vele, disposto a variazioni di rotta, oltrepassi tutto.
Inchiodato ai binari, spinto da altri vagoni anonimi, scorri libero finché non trovi un intoppo, che ti causerà un gigantesco ritardo perdendo altri treni e arrivando tardi alla stazione.
Come viaggi, tu?
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I treni hanno unito posti lontani ma sono i navigatori che hanno scoperto nuove terre. Troverai sempre venti contrari,…

Posted by Rossella Pruneti on Tuesday, August 25, 2015

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Gli occhiali del giudice. Criteri di giudizio nella cultura fisica.

di Rossella Pruneti

 

Articolo pubblicato su Cultura Fisica & Fitness, Anno XLI, NN. 340-341, 1998.
NB L'articolo può non essere più aggiornato in riferimento ai regolamenti.

*Il giudice che ha fornito il rispettivo punto di vista e le informazioni è il sig. Augusto Priami, Giudice Federale IFBB al tempo della stesura dell’articolo..

 

Criteri di giudizio nella cultura fisica. Tali e tante nozioni per sviluppare una corretta autovalutazione… attraverso un’esperienza insostituibile: vedere una gara attraverso gli occhi di un giudice!

 

AVVERTENZA PER GLI AGONISTI: nonostante quello che la vostra esperienza vi abbia potuto portare a credere, non c’è niente di complicato o di sadico dietro ai giudici!
oldgirl

FIG. 1

Guardate la figura 1. Cosa ci vedete? Una vecchia o una giovane? Il disegno è uno, ma ci sono persone che vi scorgono una giovane e persone per cui si tratta solo di una vecchia.

Adesso osservate la figura 2.

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FIG. 2

Cosa è? Se conoscete la disciplina non avrete difficoltà a riconoscervi un manubrio, ma qualcuno che è esterno alla cultura fisica non saprebbe definire cosa è. Prendete lo strano animale della figura 3 , un’antilope.

giudice_fig

FIG. 3

Se la vedete all’interno della figura 4 e non avete mai visto antilopi, ma aveste visto sempre uccelli, potreste essere portati a pensare che sia un uccello (non bello come gli altri con lui).

occhiali_4

FIG. 4

Nel contesto della figura 5 vi apparirebbe indubitabilmente un’antilope.

occhiali_5

FIG. 5

La visione, su cui è integralmente basata l’attività del giudice di body building, non si spiega solo sulla base dei dati sensoriali “nudi e crudi”.

Vediamo in base a come interpretiamo, vediamo sempre sullo sfondo, magari in contrasto ad un contesto o grazie a conoscenze anteriori.
Pensateci: non accade forse lo stesso quando un giudice vi osserva sul palco di gara? E la vostra descrizione della vostra forma di gara, sarà mai onestamente uguale a quella che ne può dare un giudice? Ancora, queste molteplici versioni di un unica forma fisica possiede un comune sistema di coordinate nel quale inserirsi, un linguaggio nel quale tradurle e quindi confrontarle?
Poniamo per assurdo che esista una tale possibilità.
Poniamo che un atleta possa assistere ad una gara e per mezzo di magici occhiali, diciamo degli occhiali con “lenti invertenti”, la veda non da atleta ma da giudice:

“[…] colui che inforca gli occhiali con lenti invertenti […] sebbene abbia di fronte a sé lo stesso insieme di oggetti di prima e sia cosciente di ciò, egli li trova nondimeno completamente trasformati in parecchi dettagli.”

(Thomas Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, 1969, Einaudi, Torino)

Cominciamo dal pregara.

Il nostro atleta aveva sempre pensato che l’importante fosse finire la ricarica per la sera. Per lui è quella la parte più importante: la sera vengono tutti gli amici della palestra e si fa la routine di pose libere. Invece, caspita!, con gli occhiali si accorge che il pregara è importante, anzi è lì che grossomodo si decide la classifica. La sera possono cambiare di una o due posizioni ma se al pregara si è stati messi sesti è altamente improbabile arrivare primi la sera (ma anche secondi). Certo questo dipende anche dalle varie federazioni: informarsi e comportarsi di conseguenza. Ma cosa accade sul palco del pregara? Sono iniziati i confronti e vengono ripetutamente chiamati il 23 e il 31. Sì, sono proprio loro i migliori ma bisogna decidere attentamente chi tra i due è il primo. Ma ecco che il 23 si innervosisce! Al quinto confronto non ce la fa più, è sudato e spompato e fa un cenno poco gentile verso i giudici. Con gli occhiali il nostro si accorge che il 23 si sta comportando da vero maleducato: l’enorme mole di confronti non era intesa che a garantirgli un equo giudizio, non certo a farlo allenare isometricamente sul palco (che si allena i giudici lo sanno…). Che differenza invece il 31! Ha davvero la stoffa del campione: è sempre pronto a posare anche al quinto confronto, ecco lì l’ennesimo doppio bicipite bello e sicuro. Se i giudici avessero dei dubbi, l’ennesima posa sbattuta in tutta potenza marcherà loro in mente che quello si merita davvero il titolo.

Gli altri atleti come stanno? Chi sarà il terzo, il quarto e così via? Il nostro attraverso le sue lenti magiche scorge uno spettacolo pietoso: una decina di atleti che, sebbene non sia stato loro richiesto un confronto, ciondolano sullo sfondo. Ci sono atleti che chiaccherano, qualcuno beve, altri vanno a farsi una giratina nel retropalco, quasi tutti decontraggono i quadricipiti per riposarsi ( …ma riposatevi dopo, per favore!) “Dannazione!” esclama il nostro atleta pensando di non essersi mai accorto di quanto sia ridicolo agli occhi di chi sta a vedere. Tutti i crampetti del mondo e qualsiasi tediosissimo pregara non giustificano certo uno spettacolo così pietoso. Eh sì, continua a riflettere il nostro, in palestra mi vedo allo specchio ma sul palco non hai specchio. Magari c’è l’allenatore o l’amico che ti strilla “le gambe, l’addome, più avanti che ti coprono, più indietro alla luce…” ma oltre a trasformare la gara in una moscacieca fanno due orecchi grossi così alla giuria. Bisogna saper posare senza potersi vedere, molti posano solo davanti allo specchio e in gara non hanno la necessaria consapevolezza della posizione e dell’atteggiamento del proprio corpo. La categoria è sul palco da 20 minuti e già il capogiuria reclama dai singoli giudici i foglietti con le votazioni. Il nostro non si era mai accorto come passa veloce il tempo dall’altra parte della barricata. Sopra qualche minuto sembra un’eternità, sotto non basta mai: c’è sempre quel paio di bicipiti che vorresti rivedere o quell’atleta che prima di escludere vorresti confrontare con il sesto. Ma guarda, pensa il nostro, i confronti lunghi non sono per sadismo dei giudici ma per giustizia verso gli atleti! Il giudice deve decidere in pochi minuti, allora il nostro si annota mentalmente: “Farsi notare subito (e questo è un imperativo nei lineup di 25 persone) non rimanere chiuso tra l’atleta prima e quello dopo pensando che ci sarà tempo in seguito.” Già a questo punto gli occhiali “magici” hanno migliorato di moltissime diottrie le capacità visive del nostro atleta. Anzitutto ha scoperto un principio di cui, chiuso nel proprio orizzonte visivo, non aveva mai avuto sentore: “L’osservazione è carica di teoria”, il cui corollario, la caduta del dogma della “immacolata osservazione”, ha conseguenze catastrofiche su una gara di body building. Non si vede senza un criterio, un filtro, un occhiale attraverso il quale “vedere”. Allora…

 

CHI SONO, COSA E COME OSSERVANO I GIUDICI?

CHI È IL GIUDICE

Il giudice è un atleta, un ex atleta, un appassionato della disciplina praticante o ex praticante. Nella IFBB gli aspiranti giudici devono seguire un corso teoricotecnico e vengono sottoposti ad un esame (nella parte pratica agli aspiranti viene fatta giudicare una gara e quindi si confronta il loro lavoro con quello dei giudici) ed attentamente selezionati anche in base al loro comportamento (non devono aver conseguito condanne per reati comuni); pagano una regolare quota di affiliazione (fissata per l’anno 1998 in lire 50.000, qualcosa in più rispetto agli atleti); le loro trasferte sono parzialmente rimborsate (biglietto ferroviario di I classe dal luogo di residenza alla sede della gara, albergo per la sera della gara, piccola diaria giornaliera) dall’organizzatore della gara. Nelle gare di livello regionale ed interregionale i giudici sono quattro più il capogiuria o segretario (che ha solo funzione di coordinamento, non dà valutazioni); nei Grand Prix e nelle gare di livello superiore i giudici salgono a sette; e sette sono anche nelle gare internazionali.

I CRITERI DI GIUDIZIO NELLA CULTURA FISICA IFBB

Il metodo di giudizio della somma dei punteggi venne abbandonato nel 1982 al Congresso tenutosi in Belgio.
Ogni giudice assegnava per ogni fase un punteggio parziale da 0 a 20 a ciascun concorrente. Per ogni atleta, tolto il voto minimo e il voto massimo, veniva fatto il totale dei voti restanti e passavano alla fase di gara successiva i cinque con i totali più bassi. Alla fine, nel posedown, veniva aggiunta l’ultima valutazione che decideva il vincitore. Per esempio, in una gara internazionale con sette giudici un atleta poteva totalizzare al massimo 100 punti per ogni fase (se, tolti i due punteggi estremi, più alto e più basso, prendeva 5 volte 20 aveva un totale di 100); sommando le tre fasi di giudizio faceva 300 e se al posedown veniva classificato primo da tutti i giudici vinceva con il massimo possibile: 307! (Una curiosità: quel punteggio massimo venne raggiunto per la prima volta dal professionista Boyer Coe alla World Cup 1981.)

Appunto nel 1982 venne adottato il sistema di valutazione basato sulla posizione di classifica. Ogni giudice, senza parlare o guardare gli altri, stila la propria classifica nel pregara (indica il I, il II e così via fino all’ultimo posto) per ciascuna delle tre fasi di valutazione (pose semirilassate, pose obbligatorie e routine di pose libere). Il capogiuria riporterà le classifiche dei singoli giudici su un unico foglio calcolando i totali per ogni atleta e per ogni fase, eliminando la votazione migliore e la peggiore (al fine di evitare favoritismi). Passeranno alla fase successiva della gara i primi dieci atleti con il punteggio più basso (che significa che sono stati piazzati in posizioni alte, le quali, se l’aritmetica non è un opinione, si indicano con numeri interi piccoli: 1°, 2°, 3°, … ). Nel briefing tra il pregara e la gara i giudici parlano tra loro in modo da ribadire la linea di giudizio federale e accordare i criteri nella loro applicazione in quella particolare gara. La sera ogni giudice, al proprio tavolino e senza guardare gli altri, stila di nuovo la classifica ancora per ogni fase di valutazione (alle medesime del pregara si aggiunge nella finale il posedown riservato però a quei primi sei atleti che hanno ottenuto il totale più basso nelle valutazioni delle tre fasi serali precedenti). Alla fine, dopo il posedown, risulta vincitore il concorrente che ha il totale più basso (ad esempio, se i quattro giudici danno al numero 31 le seguenti posizioni: 1, 2, 1, 1, (totale 5) quest’atleta vincerà sul 23, che ha riportato: 2,3,3,2 (totale 10). Nel giudizio del posedown i giudici scrivono semplicemente la classifica finale tra quei sei (ecco perché fanno così alla svelta e il posedown prosegue tanto per il divertimento del pubblico!), anche questa classifica viene “elaborata” con la somma dei totali ed è campione chi ha totalizzato di meno (al meglio chi ha 4: cioè quattro primi posti!). Quest’ultimo metodo di valutazione è stato scelto e si è dimostrato idoneo per garantire la vittoria dell’atleta più meritevole e stilare per gli altri una classifica equa, mentre i criteri possono variare.

Nel report di un campionato regionale su questa stessa rivista scrissi che gli americani hanno un adagio, il quale, in sostanza afferma che l’unica cosa che si sa per certo dei giudici in una gara di body building è dove si siederanno. Prima di fraintendermi e di gridare allo scandalo, dovete comprendere che i giudici si siedono a giudicare una gara di body building dovendosi dimenticare che esiste Dorian Yates o Kim Chizevsky. I giudici devono stilare una classifica tra chi è sul palco in quel momento e non pensare al loro beniamino o al modello ideale di campione. Molti anni fa ad una gara cinofila la mia indimenticabile Zara, una simpatica boxer di due anni, si trovò ad essere l’unica femmina della sua razza in quella classe d’età. Ebbene, il giudice cinofilo non le assegnò il primo posto (che le sarebbe andato automaticamente, essendo sola, come si fa anche nel body building!) giustificandosi che in confronto allo standard della razza ella era solo un esemplare “molto buono” ma non “eccellente”! Vi immaginate un giudice di body building che vi rimanda tutti a casa perché in confronto alle foto che ha visto di Dorian Yates siete tutti undicesimi!! Va da sé che se la categoria è composta da atleti lisci, ordineranno secondo il criterio del meno liscio (anche se il primo sarà sempre un liscione!); se da sei donne con muscolatura hard e due soft (o viceversa), stileranno la classifica tra le hard (o viceversa). Insomma c’è del vero nell’affermazione che i criteri di giudizio sono dettati dal livello degli atleti che gareggiano quel giorno, e che finché non li hanno visti i giudici sanno di certo solo dove si metteranno a sedere.

 

ATTENZIONE, NON È VERO CHE…

  • Si possa perdere per solo mezzo punto. Non esistono i “mezzi punti” di scarto con cui si consolano tanti atleti delusi, semplicemente perché i giudici assegnano una posizione (primo, secondo, terzo e così via) non danno un voto (7/8, 8½, 7+, 6)!
  • Si sia ex equo con un avversario. Ai giudici non è permesso assegnare pari merito (ossia dare la medesima posizione a due o più atleti) ma possono dare posizioni diverse al medesimo atleta a seconda della fase di giudizio e della fase di gara (se merita di più per la simmetria ma meno per lo sviluppo muscolare, se è meglio al pregara o peggio la sera, …) Questo rende più giusta la classifica perché un atleta deve “piazzarsi alto” in un po’ tutte le fasi di giudizio e in entrambe le fasi della gara per arrivare bene nella classifica finale (si evita così che uno vinca solo per la simmetria, o solo per il volume, o solo per la presenza sul palco, …).
  • Ogni giudice faccia di testa propria. Anche se i giudici, come privati cittadini e come atleti, non ragionano tutti allo stesso modo (ed è normale che qualcuno dia un pochino più di importanza al tiraggio piuttosto che alla massa o viceversa, o che per esempio abbiano posizioni diverse su temi ancora roventi e controversi come quello del body building femminile…) alla fine tutti i membri della giuria lavorano in armonia e concordano unanimemente sulle classifiche perché devono rappresentare le decisioni federali e non se stessi. Annualmente i giudici partecipano a uno o due congressi per essere informati sulle direttive federali e viene loro insegnato ad apprezzare queste qualità (senza che l’una prevalga sulle altre): in un atleta uomo massa muscolare (o volume), proporzione, simmetria, muscolarità ( definizione) e abilità di posa; in un’atleta donna.
  • I giudici portano in gara propri atleti e li favoriscono. In base allo statuto IFBB la qualifica di Giudice è incompatibile con quella di Istruttore/Allenatore. Inoltre non possono entrare a fare parte delle giurie l’organizzatore o gli organizzatori della gara e i capipalestra con atleti in gara.

GLI ESPEDIENTI PER ATTIRARE L’ATTENZIONE DEI GIUDICI

Praticati da molti atleti, predicati da alcuni preparatori… pensiamo che siano giusti per essere richiamati dal capo pedana e, di conseguenza, essere notati dai giudici (salire in ritardo sul palco, andare a bere, mettersi il numero capovolto, fare la posa dal lato sbagliato…). Ma sentite che vi dice il nostro giudice: “Sì, e se proprio perché ve ne andate a bere o non siete pronti a posare io non mi accorgo di voi?” Caspita, è vero! Quindi: essere sempre pronti e svegli sul palco. Lasciate quei goffi espedienti a chi si trasforma in un istrione per mimetizzare un basso livello di forma, un eccesso di grasso o un’inqualificabile maleducazione verso gli altri atleti (sì, va bene, “avversari”). L’attenzione va attirata in ben altro modo, intendi con il carisma …ma il carisma, come il coraggio per Don Abbondio, se uno non ce l’ha non se lo può dare!

 

MA PERCHÉ LUPI CATTIVI?

Chi ha detto che tra atleti e giudici non ci debba essere un normale rapporto? Dopo la gara o anche prima, nei limiti del condizionamento ed evitando ogni forma di corruzione, l’atleta può avvicinarsi, con pacatezza ed educazione, ad un giudice e chiedere consigli sul proprio stato di forma o sugli eventuali punti deboli da correggere. Ci ha detto il nostro giudice: “Voi atleti andate a farvi vedere da questo o da quello, cercate giudizi e conferme da chiunque e non pensate di venire da noi giudici, dimenticandovi che in fondo siamo noi, non il vostro preparatore o i vostri amici di palestra,… a decidere la classifica di gara!”

Alla fine deve vincere chi ha lavorato sodo in palestra non i “piacioni” (e questo vale soprattutto per il body building femminile), anche se è vero che è in questo sport (in cui la componente estetica non è affatto trascurabile) chi nasce baciato dalla genetica è indubbiamente avvantaggiato. Ma come fanno i giudici a vedere chi ha lavorato sodo in palestra? Gli occhiali dei giudici hanno un limite: non vedono nel passato. Loro non sanno chi fa 200 kg di squat. Loro vedono chi è grosso, definito e sa presentarsi bene quel giorno su quel palco. Eh sì, aveva ragione quel commerciante quando diceva che chi non mostra non vende! … o era un giudice?!

 

LE TRE COMPONENTI PER LA VITTORIA IN GARA:

  • Avere un ottimo fisico.
  • Saper posare bene conoscendo i regolamenti e i criteri di giudizio.
  • Presentarsi bene con un buon aspetto ed un comportamento sportivo.
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Integratori: dolcetti o scherzetti?

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Dodici anni fa Rich ed io scrivemmo questo piccolo articolo. Per molti aspetti è, ad oggi, sorpassato, ma le indicazioni generali su come porsi di fronte all’integrazione alimentare vanno sempre bene. Ve lo ripropongo.

 

Integratori: dolcetti o scherzetti?
di Rossella Pruneti e Rich Gaspari

Copyright Better Bodies marzo-aprile 2002. Tutti i diritti riservati
Copyright 2002 www.RichGaspari.com. All rights reserved.

 

Ipotizziamo subito che se non avete ancora usato degli integratori, ne avete l’intenzione.

Ci immaginiamo anche che siete continuamente sottoposti a pubblicità esagerate, leggete attentamente i libri sull’alimentazione e perlustrate gli scaffali dei negozi di integratori.

Allora prendete, volete prendere, vi piace prendere gli integratori, eh?

Al contrario, se siete come la maggior parte degli europei, non avete neppure idea di cosa siano gli integratori. In Italia, se non siete un body builder o un appassionato di fitness non sapete cosa sia un integratore oppure, se lo sapete, nutrite dei sospetti.

Insomma, gli integratori sono dolcetti o scherzetti, come chiedono fingendosi minacciosi i bambini americani bussando alla porta la sera di Halloween?

In una scuola superiore europea è stata posta la seguente domanda a 106 studenti: “Sai cosa è un integratore?” Il 68% ha risposto di no. Tradotto: “Cosa diavolo sono le proteine, la creatina, la glutamina, …?” Questi ragazzi dovrebbero studiarsi qualche libro tipo “Il Bignami degli integratori” o “La guida completa agli integratori per idioti” (a proposito, sono stati già stampati?).

Anche se per noi europei di solito non sono difficili i nomi complicati degli integratori, per esempio “creatina” e “7- isopropoxyisoflavone”, siamo di gran lunga meno informati sull’integrazione rispetto alla popolazione statunitense. Gli integratori alimentari sono un grosso business in rapida crescita ma tutti noi siamo davvero poco informati e assai disinteressati.

Beh, come si può essere interessati a prendere qualcosa che non si conosce o il cui nome non si riesce neanche a pronunciare? La maggioranza delle gente non vi è interessata, infatti. Pensano che per migliorare la propria alimentazione basti aumentare la quantità dei cibi.

Se qualcuno dice loro di integrare con la vitamina C, bevono una spremuta d’arancia… che è più saporita di una compressa, non hanno forse ragione? No. Le recenti tecniche impiegate in agricoltura e i moderni procedimenti industriali possono impoverire o al contrario arricchire troppo un alimento. Prendete per esempio una carota.

Potete pensare che il problema sia che contiene troppa poca vitamina A. Al contrario, le carote possono avere troppa vitamina A – magari anche al punto da intossicarvi! Non si sa mai.

Ho parlato dell’argomento integrazione con Rich Gaspari. Rich Gaspari è nell’ambiente del bodybuilding e fitness da oltre 20 anni: ha raggiunto livelli eccellenti come bodybuilder professionista dalla metà degli anni Ottanta fino agli anni Novanta: Mr. America, Mr. Universe, Professional Mr. World, Arnold Schwarzenegger Classic, tre volte secondo al Mr. Olympia. Rich ha conseguito il diploma della National Academy of Sports Medicine. Come campione e come allenatore sa cosa serve per raggiungere il massimo dei risultati nel fitness.

Rich Gaspari mi ha fornito molte delle sue preziose conoscenze sugli integratori alimentari. Senz’altro può aiutare anche voi a decidere perchè, come e quali integratori sono i migliori per conseguire i vostri obiettivi in tutta sicurezza. Vediamo.

 

DOVRESTE USARE GLI INTEGRATORI ALIMENTARI?

Dipende. Dipende da cosa? Bene, ve lo diciamo nel prossimo paragrafo.

PERCHÉ DOVRESTE USARE GLI INTEGRATORI ALIMENTARI?

Per svariati motivi:

CRESCITA O ANTI-INVECCHIAMENTO
In base all’età, vi potete trovare a rischio di importanti carenze alimentari. Un esempio calzante sono i bambini durante la fase di accrescimento. Ma anche le persone anziane devono garantirsi un’alimentazione corretta per contrastare l’invecchiamento.

CURA DI MALATTIE
Questa è una cosa della quale dovete parlare con il vostro medico. In alcuni casi di malattie croniche (come l’artrite), gli integratori possono rivelarsi utili. In altri casi, non dovreste assumerli perché possono avere un’interazione pericolosa con altri farmaci. In ogni caso, leggete qui di seguito.

FABBISOGNO SPECIFICO PER PATOLOGIE O GRAVIDANZA
Alcune medicine (per esempio quelle per l’ipertensione) possono impoverirvi di sostanze nutritive o non farvele assorbire normalmente. Anche le donne durante la gravidanza hanno bisogno di alcuni integratori affinché il bambino cresca sano e per evitare malformazioni del feto. Se prendete medicine o se siete incinta, domandate al vostro dottore se può essere una buona idea usare certi integratori.

COME GARANZIA IN CASO DI DIETA NON EQUILIBRATA
Il fatto è che dovreste seguire una dieta ricca di sostanze nutritive ed equilibrata, punto e basta. Ma se seguite una dieta che elimina alcuni alimenti (perché siete allergici, per motivi religiosi o perché siete vegetariani) allora dovete prendere in considerazione l’integrazione alimentare. Anche le diete dimagranti che stanno al di sotto delle 1500 calorie al giorno richiedono l’integrazione alimentare.

FATTORI AMBIENTALI
Gravi forme di stress fisico, emotivo, uno stile di vita scorretto, il fumo e l’uso di droghe richiedono una quantità maggiore di sostanze nutritive. Abbandonate le cattive abitudini, altrimenti nessuna quantità di integratori vi riuscirà ad aiutare a rimanere sani.

ALLENAMENTI HARD-CORE DI BODYBUILDING
La maggioranza delle RDA vanno bene per evitare le malattie e per sopravvivere ma se si vogliono aumentare i muscoli i valori devono salire. Quindi se il vostro obiettivo è costruire il fisico che sognate e non soltanto sopravvivere, allora abituatevi ad usare gli integratori. “La qualità delle sostanze nutritive assunte è sempre stato un fattore importante per me essendo un bodybuilder professionista.

Il punto è che la qualità della propria dieta è un fattore importante per chiunque”, dice Rich Gaspari. “In base alla mia esperienza ho visto che sono utili per l’aumento della muscolatura i seguenti integratori:

AMINOACIDI
Quando si aggiungono all’alimentazione gli aminoacidi, si aiuta l’aumento della massa magra e della forza. Non ci sono effetti collaterali tranne che un po’ di gonfiore addominale se la marca che usate non è buona. Dovrebbero essere assunti 2-3 volte al giorno, soprattutto dopo l’allenamento.

PROTEINE IN POLVERE
Dopo l’allenamento sono necessari per il recupero e la crescita muscolari proteine di elevata qualità e carboidrati, tanto semplici quanto complessi. Le proteine del siero del latte sono ottime tra i pasti e subito dopo l’allenamento.

GLUTAMINA
La glutamina è il miglior integratore per il recupero muscolare, per potenziare il sistema immunitario e se soffrite di problemi intestinali. L’assunzione della creatina farà affluire più acqua all’interno dei muscoli per un recupero più efficiente. Il corpo utilizzer? la glutamina extra per il recupero muscolare e le vostre normali riserve di glutamina potranno essere usate per il funzionamento del sistema immunitario.

STEROLI VEGETALI
I più recenti integratori per la crescita muscolare che si possano trovare in vendita sono gli steroli vegetali. Si tratta di estratti vegetali non ormonali le cui proprietà anaboliche sono dimostrate perché aumentano la ritenzione azotata e la sintesi proteica.

CREATINA
La creatina è sicura se usata alle dosi corrette ed aumentando la quantità di acqua consumata. Fate attenzione quando la usate perché può disidratare. Inoltre bevete sempre molto.

HMB
L’HMB è efficace per migliorare la resistenza, per potenziare il sistema immunitario, per risparmiare le proteine e per promuovere il recupero muscolare.

VANADIO
Il vanadio (solfato di vanadile) può essere potenzialmente pericoloso, me se assunto alle dosi corrette serve a portare l’acqua e i carboidrati nei muscoli dando un aspetto più pieno e muscoloso.

 

POTETE ASSUMERE GLI INTEGRATORI ALIMENTARI?

Gli integratori sono prodotti da banco in tutto il mondo – almeno per quelli la cui vendita è stata autorizzata dagli organi preposti.

Anche se la FDA in USA e la CEE in Europa cercano di regolare la vendita e le affermazioni sulla stampa e nella pubblicità, alcuni integratori possiedono una scarsa utilità e diversi si sono addirittura rivelati, in un secondo momento, del tutto pericolosi per la salute.

La scelta spetta a voi – e al vostro medico. Ci auguriamo che siate dei consumatori informati che controllano attentamente ci? che prendono (e che in fin dei conti si consultano sempre con il proprio medico di fiducia).

 

CONSIGLI PER L’ACQUISTO DEGLI INTEGRATORI

Dopo avere valutato se vale la pena usare gli integratori, vediamo se vale la pena acquistarli.

Eccovi alcuni consigli – il minimo indispensabile.

Acquistate integratori di qualità elevata.
Perché comprare integratori scadenti o contraffazioni? Perci? rimanete fedeli alle marche che godono di buona reputazione, sono queste che hanno più da perdere se i loro prodotti non corrispondono alle aspettative.

Siate diffidenti degli strombazzamenti pubblicitari.
Non esiste un integratore o una pillola magica; pertanto dovete seguire un’alimentazione equilibrata prima di inghiottire quella compressa. Proprio così.

Il troppo stroppia?
Anche se potrebbe essere una buona idea usare alcuni integratori, questo non vuol dire che dobbiate esagerare. Come con tutte le cose, seguite le istruzioni riportare in etichetta.

Scegliete un integratore che corrisponda bene alla vostra situazione
Ossia se siete uomo o donna, i vostri fabbisogni nutrizionali in base all’età, il vostro livello di stress, il tipo di lavoro che fate, l’allenamento seguito, le vostre condizioni di vita, ecc.

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“51 giorni senza scuse” e PNL

Chi conosce la PNL mi chiede quanta e come ne è stata inserita nel libro. Non so se Rich sia un “NPLer”, non credo ma di fatto uno dei compiti della PNL è il modeling cioè vedere come personaggi reali e concreti hanno fatto a vivere con successo, estrapolare i loro comportamenti, stati e modi per farli ripetere e riproporre a tutti noi, nei nostri contesti, per i nostri obiettivi. Va da sé che Rich è un uomo di successo: la prima volta, essere al Mr. Olympia e su ogni copertina poco più che ventenne, potrebbe essere considerato un colpo di fortuna; però tornare famoso dopo decenni, un crollo e in un altro settore non può che volere dire che Rich Gaspari di come si vive con successo se ne intende. In questo senso, sì: il libro è anche uno splendido libro di PNL.

Puoi acquistare il libro online o in libreria. Sul sito dell’editore puoi anche scaricare il primo capitolo in omaggio: http://www.rossellapruneti.it

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51 Days No Excuses <-> 51 giorni senza scuse: un’importante edizione italiana

Appena Rich mi ha raccontato che stava scrivendo il suo primo libro, non ho avuto dubbi che fosse un libro da avere anche in Italia per migliorare il nostro sport e il nostro stile di vita, oppure, concedetemelo, la nostra “attitude”, essendo il modo di fare di Rich qualcosa che ho sempre ammirato e al quale mi sono ispirata. Mai dire “Non posso farcela” e nemmeno permettere il fallimento. Il libro è di ispirazione, come ogni grande autobiografia, ma racchiude anche consigli pratici.

Rich Gaspari vi fornisce programmi nutrizionali, schede d’allenamento, consigli e storie per motivarvi. Parla direttamente ai vostri desideri e vi fornisce consigli per superare i timori avendo già passato e superato tante di quelle situazioni. Vi spiega non solo cosa e come, ma soprattutto PERCHÉ dovreste volere la vostra trasformazione. Il “perché” è qualcosa condiviso da tutti noi: “Fallo per te stesso”, iniziare a prendersi cura di noi stessi per prenderci cura poi di tutte le altre persone che abbiamo a cuore nella nostra vita. Questo è un libro per migliorarsi a ogni età e per ogni obiettivo, non solo per il fitness. Una delle frasi del libro mi è rimasta impressa: “Volevo essere nella migliore forma della mia vita, non stare bene per la mia età, ma per ogni età”. Ambire a dare il meglio di sé. Migliorarsi. Superarsi. Senza scuse. C’è scritto anche nel titolo.

Il messaggio di Rich risuona particolarmente in Italia: lui è un Americano di prima generazione e le sue radici sono qui, a Portocannone, in Molise. Per noi Rich rappresenta il sogno americano al massimo grado. Come non potremmo essere motivati e ispirati da lui soprattutto in un periodo tanto critico per la nostra nazione?

Rich ed io siamo amici da quasi 15 anni e mi ha sempre dato consigli utili sia nelle situazioni brutte sia per opportunità entusiasmanti. Sono felice che anche voi lettori, e ora voi lettori in lingua italiana, potrete avvantaggiarvi dell’esperienza e dell’amicizia di Rich con questo libro. Tutti conoscono il grande campione, insignito con il riconoscimento IFBB Hall of Famer, ma leggendolo avrete Rich come un amico al fianco. E io so quanto prezioso sia.

Il libro è Rich Gaspari al 100%: è intenso, genuino e lo stile di scrittura è piacevole. Rich di solito mi dice che dovrei parlare meno e ascoltare di più, perciò… ascoltatelo. Leggete il suo libro.