Ghisa, acciaio, genetica ed epigenetica

Ghisa, acciaio, genetica ed epigenetica

Qual è quella qualità che fa veramente una grande differenza nel campione di bodybuilding?

Tutti pronti a dire la genetica.

Molti anni fa, un mio amico campione di bodybuilding, posa il bilanciere sugli appoggi della panca piana, si siede, si china un po’ in avanti ed esclama:”Certo che è il bodybuilding è tutto costanza, se ci sono riuscito io!”.

In effetti all’Olympia non ci arrivano solo i baciati dalla genetica, ma ci arrivano soprattutto i tenaci.

 

Le genetica può darti la spintarella per una partenza in discesa, ma poi, strada facendo, quando c’è la salita e per arrivare in vetta alla costruzione del vero campione di bodybuilding, occorre più l’epigenetica.

L’epigenetica è una scienza che parla dei cambiamenti osservabili negli organismi viventi, cambiamenti che avvengono non a livello genetico ma che lasciano un’impronta sui geni e quindi influenzano il comportamento dei geni.

Il campione è creato, infatti, dalla costanza. La costanza nel mantenere quei cambiamenti quindi nell’avere quelle abitudini di allenamento, alimentazione, integrazione e rispetto dei tempi di riposo.

Napoleon Hill disse che la costanza sta al carattere di un uomo come il carbone sta all’acciaio.

L’acciaio è una lega metallica composta da ferro e carbonio. Se la lega metallica contiene più del 2% di carbonio, allora non abbiamo acciaio ma ghisa. E tutti noi che ci alleniamo da tanto tempo abbiamo avuto esperienza di bilancieri di ghisa lasciati caricati diverse ore con le piastre che si sono incurvati e non sono più tornati come erano. Cioè la ghisa è più dura ma è meno resiliente. Ci vuole la tenacia ma non in eccesso. Essere persistenti ma non ottusi. Tenacia nella giusta dose per andare avanti ma non fino a spezzarsi.

Se vuoi essere un uomo d’acciaio, un vero bodybuilder, fai propria questa affermazione e ripetila sempre: “Non mi lascio fermare e scoraggiare o deviare da niente. Sono tenace, sono persistente”.

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