Camminereste sul vetro? Integratori per la salute delle articolazioni.

Camminereste sul vetro? Integratori per la salute delle articolazioni.

 Articolo pubblicato su +Plus marzo 2010

 

“Diventerà fragile come vetro: molto delicato”.

Così disse il dentista devitalizzandomi un dente. Sostituirlo con uno di porcellana? In un qualsiasi momento poteva rompersi con danno all’estetica e alla capacità di masticare.

Quell’immagine mi è rimasta impressa. Non ci sarebbe stato più modo di nutrire e conservare il dente una volta ammalato e privato del suo nervo e, con quello, della sua vita. Stessa cosa con ossa e articolazioni. Perdendo nutrimento, lo scheletro diventerà pian piano come vetro. Molto fragile.

 

Breve storia sullo scheletro: secco come un osso?

 

Le ossa sono fatte come il panettone: una crosta, un’abbondante “pasta” (la matrice extracellulare, composta da fibre e da sostanza amorfa, glicoproteica, cioè originata da carboidrati e proteine oltre a minerali per la calcificazione) e varie cellule disperse dentro simili all’”uvetta”.

Cosa significa?

L’osso non è solo un sostegno meccanico (per il movimento muscolare) ma è anche sede vitale di produzione di sostanze importanti per il funzionamento dell’organismo (ad esempio, nel midollo osseo si formano le cellule del sangue).

Inoltre l’osso non è secco, “ormai morto”: ha una parte esterna (compatta e dura) e una interna (spugnosa e leggera), ma molto resistente a tensioni anche elevate (ovviamente se mantenuta nutrita e vitale: qui sta il punto!):

Nei punti di snodo tra ossa (articolazioni) ci sono materiali elastici (cartilagine, sinovia) per attutire gli urti, evitare l’attrito e limitare l’usura. Anche questi richiedono nutrimento.

 

Articolazioni: quando arriva il danno

 

Altro esempio grossolano: guidereste un’automobile senza pneumatici, direttamente coi cerchioni e i dischi a contatto dell’asfalto? No, sareste senz’altro impediti dal rumore, dall’impossibilità di movimento e dalla paura di fare danni. Tutto analogo per le articolazioni. Se c’è stato un danno, se non sono nutrite o hanno perso nutrimento, sentite strani rumori (lo scoppiettio della spalla, l’anca che scricchiola, …), avete un dolore tale che il movimento è pressoché impossibile e, se continuate a muoverle allenandovi, causate un danno maggiore!

Il dolore alle articolazioni (atralgia) può essere dovuto a:

  • infezioni;
  • malattie;
  • reazioni allergiche a medicinali o vaccinazioni;
  • tutti quegli incidenti della vita quotidiana per un movimento sbagliato o una caduta; per l’uso normale ma continuato che col tempo porta a degenerazione e rotture; per uno sport violento o mal praticato.

In un’articolazione danneggiata la cartilagine liscia perde condrociti (cellule che producono la cartilagine), i fluidi sinoviali sono infiammati e c’è dolore, gonfiore, arrossamento.

La cura dipende dalla causa. Se un’infezione, occorreranno antibiotici prescritti dal medico; se un’allergia ad una medicina, interromperne l’uso. Se un trauma da sport, andare alla radice del problema. Nove atleti su dieci hanno abitudini che mettono a repentaglio la salute delle articolazioni:

  1. Non si riscaldano adeguatamente.
  2. Si allenano troppo (a lungo).
  3. Usano solo carichi mostruosi con periodizzazione sbagliata.
  4. Non permettono che articolazioni, tendini, muscoli, recuperino dalle sessioni pesanti.
  5. L’esecuzione non è perfetta.
  6. Non assumono i nutrienti adeguati.
  7. Oppure tutto sopra insieme!

 

Sul collegamento tra alimentazione ed infortuni pensate al caso dello scorbuto: secoli fa i marinai stavano molto tempo senza mangiare frutta ricca di vitamina C e sviluppavano questa brutta malattia delle ossa. Mancanze o carenze di vitamine, di proteine, di sali minerali possono comportare infortuni.

La strategia deve essere duplice: avere sollievo dal dolore e risolvere le cause. Gli ingredienti necessari devono essere utili a mascherare o coprire il dolore (dovuto a infiammazione dei tessuti) e a nutrire l’articolazione per rimuovere la causa dell’infiammazione.

Usare medicine è peggio perché mascherando il dolore c’è maggiore rischio di farsi male (ostinandosi con l’allenamento); il sistema immunitario ferma la risposta difensiva all’infiammazione (e rallenta la guarigione!). Risultato: l’articolazione si deteriora prima.

Può essere meglio usare gli integratori.

Come per ogni discorso sull’integrazione, la prima mossa è far(si) un esame (di coscienza) sull’alimentazione.

Appena un cinquantennio fa la cura consigliata era “mangiare” tessuti connettivi: gelatina e integratori a base di cartilagine (di squalo, di pollo, di manzo). Oltre al gusto di dubbio gradimento, sono sostanze assimilate male, possono causare allergie e urtano gli animalisti.

Furono allora isolate le componenti più utili:

  • glucosamina solfata per il mantenimento e la rigenerazione della cartilagine SANA nelle articolazioni.
  • condroitina solfata, che conferisce elasticità alla cartilagine aiutandola a trattenere acqua.
  • MSM, di cui gli utilizzatori sono entusiasti e la scienza ne conferma l’innocuità.

Indirizzatevi su questi prodotti di nuova generazione che combinano estratti secchi vegetali (boswellia serrata, salice bianco e artiglio del diavolo) a glucosamina e condroitina solfato insieme*, a metilsulfonilmetano o MSM e vitamina C.

 

Spendereste 80 centesimi al giorno per garantirvi di andare lontano tutta la vita?

 

Se avete dolore, non ci pensate due volte a spendere per la possibile soluzione proposta. Stessa cosa se ricercate una performance, perché un atleta è forte quanto sono forti le sue articolazioni (prima ancora dei suoi muscoli). Non esiste motore al pari di quello umano in quanto a capacità di adattamento. Ma anche per importanza. Investire sulla salute di ossa e articolazioni può non fare piacere ma, se intelligenti, lo farete. Ci sono integratori che non danno soddisfazione (immediata). Rientrano nella categoria della formichina, volenterosa e lungimirante, non della cicala che gode subito i risultati di qualcosa di gratificante. Lo scopo dell’integratore per le articolazioni è dare nutrimento (subito) per ridurre il problema (nel lungo termine). Ricordate che i risultati che si ottengono con l’integrazione richiedono settimane e mesi (non ore e giorni). Oltre al risultato, anche dosi e durata dell’assunzione sono relativi al peso corporeo, all’età, alla gravità del problema.

Scommettete su un valido integratore per le articolazioni da subito, perché quanto lontano arriverete grazie alla salute delle articolazioni dipende da ciò che fate (e mangiate) quando siete ancora giovani. Vale la pena.

 

*Nel 2006, uno studio dell’équipe del Dr. Clegg ha dimostrato i vantaggi di assumere condroitina e glucosamina insieme:

Daniel O.Clegg et al., Glucosamine, Chondroitin Sulfate and the two in combination for painful knee osteoarthritis, The New England Journal of Medicine, 2006; 354:795-808

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