L’incertezza uccide i sogni. Non il fallimento.

L’incertezza uccide i sogni. Non il fallimento.

Hai caricato altre piastre sul bilanciere. Adesso sono 150 kg. L’altra volta con questo peso ne hai fatte 7, poi hai ceduto e meno male c’era il compagno d’allenamento dietro. Stasera non esiste paura di non farcela. Il tuo compagno d’allenamento si sistema dietro di te. Tu, seduto sulla panca, guardi avanti ma in realtà guardi oltre: stai vedendo te stesso eseguire 10 ripetizioni perfette con quel peso. Non hai dubbi di farcela. Te lo ripeti mentalmente. Ti stendi supino. Impugni il bilanciere, controlli la distanza delle mani. Fai un cenno impercettibile al compagno, stacchi e porti lentamente il bilanciere vicino ai capezzoli, poi lo spingi in alto.
Una ripetizione. Parti subito con la seconda.
Due ripetizioni.
Tre ripetizioni.
Quattro ripetizioni. Ripetizione dopo ripetizione, potenzi i tuoi muscoli e la tua volontà.
Cinque ripetizioni. Il compagno d’allenamento sta pronto, le ginocchia un po’ piegate, le mani sotto il bilanciere senza toccarlo. C’è. Ti senti sicuro.
Sei ripetizioni.
Sette ripetizioni. La salita comincia a rallentare. Il compagno adesso ha impugnato il bilanciere, sembra che lo sollevi con te, ma sai che è una tua impressione. Saperlo lì ti permette di attingere a fondo alle tue risorse. Stai andando bene. Ne sei certo.
Otto ripetizioni. Adesso il compagno un po’ d’aiuto ce lo mette. Va bene così, per te.
Nove ripetizioni. Il bilanciere rimane fermo a metà e il compagno te lo solleva oltre quel punto. Vuoi spremere l’ultima. Anche lui vuole che spremi l’ultima ripetizione. L’espressione in viso è da cedimento muscolare, rimani ancora una volta in stallo col bilanciere a mezz’aria. Il compagno lo agguanta e lo sbatte a posto sugli appoggi della panca.
Ne hai fatte 9 su 10.
Hai fallito? No.
Hai appena avuto la fortuna di trovare un risultato su cui lavorare e migliorare. Se non avevi deciso di fare quelle dieci ripetizioni, nonostante l’incertezza di potercela fare, non avresti mai scoperto il tuo progresso da 7 a 9 ripetizioni, sulla strada del tuo obiettivo finale. È un passo che ti serve, molto più che non avere tentato.
Questa situazione comune nelle tue giornate in palestra, ti fa capire che l’incertezza va lasciata da parte. Paralizza. Dove non c’è azione, si uccide il progresso. Quando ti spingi oltre l’incertezza, al limite del tuo comfort e della noia, arrivano divertimento e opportunità di migliorare. Anzi, di prosperare. Quando desideriamo qualcosa con tutti noi stessi e per un motivo valido, ci buttiamo senza pensare ad altro. Dai, lo sai bene.
L’esempio iniziale è per pochi, il gruppo di bodybuilder che si allena hardcore, ma il concetto è per tutti, che sia sollevare 150 kg o iniziare una dieta, chiedere a una ragazza di uscire insieme o mettersi in proprio con una nuova attività.
Tutto è collegato a quello che ci raccontiamo (spesso ripetendo ciò che gli altri ci hanno raccontato di noi) e all’atteggiamento che assumiamo “ascoltandoci”. Ci ripetiamo che in passato non abbiamo portato a termine la dieta e falliremo anche questa volta, che ci ha respinto e ci respingerà ancora, che 150 kg sono troppi per farci 10 ripetizioni e che ne bastano 8-9 barando, che la situazione economica sconsiglia di dedicarsi ad una nuova attività. La paura di essere ridicoli, sbagliare, perdere è ciò che ci lascia sognatori incapaci di realizzarsi. Se dubitiamo e siamo incerti, non riusciamo a passare all’azione e non progrediamo.
Ricordate quando Jovanotti ha inserito nella sua canzone la frase: “La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare” ?
Usate l’incertezza non per paralizzarvi ma per liberarvi. Ribaltatela in certezza. O meglio, cominciate a pensare in termini di certezza. La vostra, quella che viene dal vostro cuore o pure dal vostro stomaco, non la falsa certezza che vi vogliono infondere dall’esterno. Cominciate, prima ancora di raccontarvela, a sentirla.

Alcune strategie per sviluppare certezza:

  • Visualizzazione
  • Leggere e ripetere frasi motivanti
  • Rituali (abitudini positive)

Potete imparare queste strategie da un buon manuale o, meglio ancora, da un bravo coach mentale. Ma se e quando lo farete, prestate attenzione a questo: ogni volta che spostate l’attenzione dall’incertezza alla certezza, cambia la respirazione, l’espressione del vostro viso, la posizione degli arti, … Più in generale, come usiamo il corpo ha un effetto sulla mente. Mettetevi in uno stato di certezza, smontate le paure smontabili, e passate all’azione.
Per questo vi chiedo, di nuovo: se non aveste paura di fallire, cosa fareste, ora?

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