Nasce una bodybuilder. La verità per stare bene, in tutti i sensi. 

Nasce una bodybuilder. La verità per stare bene, in tutti i sensi. 

Articolo pubblicato su +Plus Numero 1 Novembre 2010

 

Guardo il dipinto qui sopra, la Comtesse D’Haussonville di Kathleen Gilje, 1996, e mi domando…

Mi domando se le donne sognano di cambiare il proprio corpo in un fisico modellato e tonico, anche muscoloso, ma hanno paura della trasformazione personale, della sfida culturale, del giudizio della società, …

Mi domando quante hanno il coraggio di trasformarsi, fuori e dentro, in quell’immagine che la Contessa ha alle spalle, riflessa e riflettuta, sognata con pudore? Quante di fare coesistere le due immagini nella stessa donna: femmina e atleta?

Negli anni ’30, la prima bodybuilder della storia moderna, Abbye “Pudgy” Stockton, era una specie di Marilyn Monroe coi muscoli, sollevava con un braccio il fidanzato nelle esibizioni di Muscle Beach ma si faceva fotografare mentre rammendava e lavava i piatti a casa. Non voleva che la stampa sminuisse la sua femminilità a fronte dei suoi muscoli. Lei di certo non lo faceva. E non devi farlo neanche tu.

Sei una donna? Che fai già palestra o no, questo è un articolo per aiutarti nella scelta più importante che puoi prendere al momento per te stessa: sentirti bene col tuo corpo.

Mi capita sempre più spesso di aiutare altre donne a capire cosa vogliono dalla palestra. Le agoniste mi chiedono in quale delle cinque categorie IFBB le veda collocarsi meglio. Discorsi e concetti in difesa del bodybuilding femminile che qualche anno fa ascoltavo dal grande fotografo di bodybuilding Bill Dobbins e, bodybuilder io stessa, già condividevo, adesso tornano ancor più nei miei pensieri, diventano mie parole.

Con queste atlete, divento consigliere, sorella maggiore, giudice benevolo. Come una conversazione tra due artigiani al bancone da lavoro. L’una parla, l’altra ascolta. L’una fa una proposta, ipotizza una soluzione, l’altra ci riflette. L’una agisce, l’altra controlla. Attraverso questa collaborazione si individuano, si discutono e si definiscono i problemi; si propongono, si suggeriscono, si respingono e si accettano soluzioni. Attraverso questa collaborazione, nascono bodybuilder, bodyfitness, fisique, bikini oppure donne che stanno in forma per se stesse. Di queste conversazioni sono fiera. E ogni volta che ciascuna di queste belle atlete vince, ne sono orgogliosa.

Allora, vuoi allenarti coi pesi? Le donne italiane e la palestra

Se la domanda viene da me, state sicure che è con lo stesso entusiasmo di quando un bambino chiede: “Vuoi giocare con me?”.

Invece la popolazione femminile delle palestre sale soprattutto prima dell’estate. A quel punto molte si tuffano anche a cuor leggero nel bodybuilding. In generale, però, hanno paura di manubri e bilancieri. Non c’è neppure solidarietà femminile: le altre donne che si allenano coi pesi sono oggetto dei loro sguardi di disapprovazione. “Il bodybuilding è una cosa da uomini, poco femminile; il bodybuilding fa male; il bodybuilding è noioso”. Via libera invece ai tanti, inutili ed effimeri, surrogati che prendono forma in discipline da sala aerobica. Perché?

Forse per certi condizionamenti della società (la donna deve essere “leggera”, “leggiadra”, “aggraziata”, velina/letterina, tettona, oggettivizzata, maltrattata, discriminata). Le donne, molte, invece di reagire si adattano e si massacrano di dieta e di aerobica, vanno a perdere peso in palestra anche se non ne hanno bisogno. Perché essere comunque considerate desiderabili è la cosa più importante del mondo.

Forse per fraintendimenti sulla vera essenza della cultura fisica (la quale non può che rendere più bella una donna!). Il 95% vuole perdere peso, quando invece dovrebbe solo dimenticare la bilancia e acquistare massa muscolare magra. Peseranno di più ma gli abiti saranno indossati meglio, molto meglio.

Eppure noi donne siamo forti, educate ad essere i pilastri di supporto di tutta la famiglia, determinate, storicamente rivoluzionarie. Non è forse il caso di ascoltare i propri desideri e impegnarsi a realizzare i propri sogni?

Allora, hai deciso che sarai un’atleta nel fitness e bodybuilding

Se stai accarezzando l’idea di gareggiare, smetti di tentennare e buttati senz’altro nell’esperienza. Pressappoco chiunque può ambire a salire sul palco di una competizione di bikini, bodyfitness, fitness o fisique a livello nazionale.

Poniti queste domande:

Perché voglio gareggiare? Datti risposte concrete e motivanti, legate a te stessa (non agli altri).

Quando (e dove) voglio gareggiare? Scegli una gara (di livello adatto alla tua esperienza) nel calendario agonistico prendendo i tempi necessari per la tua preparazione in maniera realistica rispetto a come parti (devi perdere molto peso? Devi tonificarti soltanto?).

E la domanda fondamentale: Come voglio gareggiare?

In quanti sapori?

Quale “abito” scegliere oggi, per una donna? In che “sapore” presentare la propria femminilità?

La femminilità alle volte è paragonabile ad una foresta. Posto complicato, umido, fascinoso, perfino pericoloso in qualche punto. Improvvisamente si apre uno spazio tra gli alberi: bisogna imboccare quel sentiero con decisione. Ovvio: nella foresta non ci sono cartelli stradali, mappe. Molte donne sono nelle tue condizioni in quella foresta. Se ti guardi intorno, capisci che non sempre tutte arrivano lontano. Meglio cercare la propria strada.

Dico sempre che è un vantaggio che la IFBB offra ben 5 categorie femminili tra cui scegliere. Tanti sapori, tante declinazioni della medesima disciplina quanti sono i modi che una donna può gradire per sentirsi bella. Alle volte però la scelta paralizza. Accade quando non si conoscono bene le alternative e non si sa bene cosa vogliamo. Vediamo.

Le 5 categorie femminili della IFBB

Oggi inizierai a decidere come vorresti allenarti e soprattutto il risultato che ti piace. La prima domanda che devi porti è: “Come sono?”. Ognuna di noi è unica, esamina bene cosa ti rende speciale ed esaltalo. Ricorda cosa successe al brutto anatroccolo… che fu felice solo quando capì di essere un cigno e si confrontò con i sui simili.

Bikini: ragazze belle e giovani che si allenano in palestra, sono leggermente toniche e senza inestetismi. Non presentano alcun grado di muscolosità.

Fitness: atlete che esprimono tutte l’energia del fitness sia con un fisico proporzionato, molto tonico e senza inestetismi sia con una routine acrobatica composta da prove di flessibilità ed elasticità-

Bodyfitness: atlete molto toniche, senza inestetismi, femminili e con la bellezza del volto e dei costumi quali elementi di vantaggio.

Fisique: leggermente più muscolose delle bodyfitness, ma sempre molto femminili e gradevoli. Impegnate anche in una routine di pose libere su base musicale.

Bodybuilding: atlete che sono valutate per lo sviluppo e la definizione muscolare (che deve comunque essere armonico e femminile).

Ce la puoi fare.

In fondo tutta la cultura, la moda, la pubblicità occidentali incitano la donna alla cura del proprio aspetto e alla seduzione. Ma molte, troppe, donne hanno paura della propria seduttività, della propria fisicità, di sfruttare appieno la propria potenzialità. Se chiedessi loro come mai non lo fanno, avanzerebbero mille scuse in risposta.

Quando poi discutiamo di agonismo, ci sono diversi ostacoli che possono frenare la partecipazione femminile. I principali sono:

  • “Non riesco a muovermi, a posare, ad essere flessibile”

Proprio per questo la IFBB dal 2003 ha introdotto le Bodyfitness dove NON occorre eseguire routine di ginnastica. In tempi recenti si è aggiunta la categoria Bikini. Devi solo camminare con naturalezza e femminilità sul palco.

  • “Non riesco a dimagrire così tanto”

Per quanto il fisico delle atlete sembri molto asciutto e di fatto la percentuale di grasso corporeo lo sia, non è desiderabile arrivare ad estremi che compromettano la salute. Ci sono donne che riescono ad essere più magre e “fibrose” per propria costituzione, altre che rimangono più “rotonde”. Basta che scegli la categoria più adatta a te… e che questo timore non sia una scusa per potere pasticciare con l’alimentazione.

  • “Non voglio diventare troppo muscolosa e finire con l’assomigliare ad un uomo”

La tipica paura che scatena il bodybuilding. Una donna che è donna, col suo normale assetto ormonale, non potrà mai assomigliare ad un uomo. Inoltre la crescita muscolare è talmente lenta (non avviene dalla sera alla mattina), che sei in tempo a fermarti se l’allenamento ti portasse a risultati sgraditi (cioè ad un eccesso di massa muscolare).

  • “Non sono più giovane”

Ci sono atlete di 40 anni ed oltre che vincono… e di cui non sospetti certo la vera età, se non la conosci.

Per quanto riguarda te, quali ostacoli ci sono che te lo impediscono?

In bocca al lupo.

Il bodybuilding (il fitness) è una valvola di sfogo positiva, personale o professionale. Fa sentire bene, dà la sensazione di avere fatto qualcosa, di essere state (usando un termine motivazionale) “proattive”.

Mal che vada, è un’esperienza. Permette di imparare, imparare su noi stesse, mentalmente e fisicamente.

Smetti di pensare in base a stereotipi (perché la cultura, quella vera, non può che portarti ad apprezzare la cultura fisica). Il bodybuilding e il fitness sono percorsi personali, stili di vita. Vita che vivi tu. In realtà, non gareggi mai contro altre donne se non… te stessa. Nessuna può sconfiggerti se non… te stessa.

Prendi la tua decisione, senza accampare scuse, fai del tuo meglio. Hai successo se ti migliori, fisicamente e caratterialmente, di anno in anno. Hai successo se mentre costruisci il tuo corpo (body building) visione, emozione e pensiero sono in allineamento perfetto. Come nel dipinto della contessa. Fallo con passione, o non iniziare neanche.

Condividi
Share