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Disciplina nel bodybuilding e fitness‬. Scegli: non quello che vuoi ora ma quello che vuoi davvero.

Rossella Pruneti - Wellness Coach

La disciplina del bodybuilding. Disciplina è: fare quello che deve essere fatto anche se non se ne ha voglia. Nel bodybuilding non si parla molto di disciplina perché ai bodybuilder piace fare quello che fanno. Molte persone che devono intraprendere una dieta dimagrante o devono mettersi in forma sanno di avere bisogno della disciplina ma, nella loro testa, “disciplina” equivale a punizione.

Puoi cambiare tutto questo se adotti l’atteggiamento che hanno i veri bodybuilder, che non amano fare quello che fanno perché sono pazzi, ma perché sanno che quei sacrifici, tra virgolette, sono il prezzo da pagare per il risultato che vogliono.

Avrai già letto la frase di Jim Rohn, magari in un banner di Facebook, quella che dice “O soffri le pene della disciplina o soffri le pene del rimorso”.

Il collegamento tra il risultato che vuoi e la disciplina che devi usare è scontato. La disciplina è un po’ l’autostrada che ti porta da dove sogni a dove veramente sei quello che hai sognato.

  1. Pensa ciò che vuoi essere e 2. realizza che la disciplina è la capacità di dare a te stesso un comando e seguirlo.

Tre consigli su come sviluppare la disciplina:

  1. Programma la tua giornata, la settimana e i mesi fino all’obiettivo, che sia la gara o il raggiungimento del peso o della forma che vuoi. Programma anche le piccole cose, anzi proprio quelle perché la disciplina si annida in quelle e si somma con quelle per dare un grosso risultato.
  2. Ogni giorno visualizza il risultato che vuoi. Avere presente l’immagine finale sarà come avere una luce in fondo al tunnel buio che ti guida per arrivarci.
  3. E poi comanda te stesso. Sì, comandati. Sei te che ti comandi. Ricordi la nuova definizione di “disciplina” che avrai da oggi. “Disciplina è la capacità di fare a te stesso un comando e di seguirlo”. Che c’è di più bello? Decidi da te di fare ciò che sogni e lo fai. Scegli non quello che vuoi ora, ma quello che vuoi davvero.

 

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Sulla strada del successo: inizia con un passo e un’idea, poi mettine in fila tanti

Sulla strada del successo: inizia con un passo e un’idea, poi mettine in fila tanti

Sapete che già possedete un attrezzo potentissimo per non fermarvi mai, passo dopo passo, idea dietro idea, sulla strada del successo? E vorreste usarlo dedicandogli una piccola parte del tempo libero?

 

Perché, il successo è una strada?

 

[Tweet “Non solo c’è una (o più di una) strada per il successo, ma il successo stesso è una strada.”]

Una delle definizioni più belle di “successo” è: “la progressiva realizzazione di un valido ideale” (Earl Nightingale). Cosa significhi “valido” lo lascio all’interpretazione personale, perché ognuno, all’interno di una morale di base, ha sogni e priorità individuali. Prendete il concetto di “ideale da raggiungere”. In un certo senso è un problema da risolvere: al momento sono in un punto e voglio arrivare al punto dell’ideale. Il successo è risolvere il problema di spostarsi dal punto iniziale al punto finale, un processo per colmare le differenze tra ciò che sono e ciò che vorrei essere, un lavoro per raggiungere una cosa, il pensare per ottenere un risultato. Cervantes ha scritto che la strada del viaggio verso la locanda è meglio della locanda da raggiungere, perché con la strada ci muoviamo, con la locanda ci fermiamo. La palestra, cioè l’allenamento in vista di una gara, è meglio della gara stessa.

 

Usare la testa

 

Bene, quell’attrezzo da usare è la vostra mente. E questo è un esercizio per attingere alla mente e risolvere un problema o fare un salto di qualità.

 

Occorrente

  1.  un’ora al giorno, cinque giorni su sette
  2. un foglio di carta e una penna oppure un’applicazione che permette di prendere note

Non dico ironicamente che l’occorrente è pure la mente, perchè tutti ne siamo dotati, per quanto la disprezziamo e sottoutilizziamo. Lo sapete. Basta con questo atteggiamento: la mente è ciò che ci distingue da un sasso o da un bruco. Dobbiamo andarne orgogliosi, non vergognarcene.

 

Procedura

In cima alla pagina scrivete l’obiettivo principale (il valido ideale), in modo semplice ma chiaro.

Sotto scrivete almeno 20 idee su come migliorare ciò che fate ORA, ogni giorno. Il futuro si costruisce (e si cambia!) dal presente. Pensate a come rendere meglio quanto fate ora.

 

[Tweet “Il futuro si costruisce (e si cambia!) dal presente. Pensate a come rendere meglio quanto fate ora.”]

 

Regole

Scrivete ogni idea, anche se vi pare assurda o impraticabile. Le scremerete dopo.

Mirate a scriverne 20 ma alle volte può essere anche soltanto 1, altre volte addirittura 40.

Non è detto che ne applichiate alcune, figuriamoci tutte. Il senso dell’esercizio è almeno trovare quella che farà la differenza e, ancora per il fatto che il viaggio è meglio dell’arrivo, è utile lo stesso processo di fare l’esercizio più del risultato di trovare l’idea.

 

Osservazioni

Può capitare che l’esercizio metta in moto a livello subconscio la ricerca di idee e soluzioni che poi affiorano durante la giornata o in momenti diversi dall’ora dedicata all’esercizio stesso. Va bene, anzi benissimo. Tutto regolare!

 

Vantaggi

Pensando 20 idee al giorno, 5 volte la settimana, su come migliorarti, ne hai 100 la settimana, 400 in un mese e 4800 in un anno. Vuoi che tra quelle migliaia non ci sia anche solo una, magari proprio l’unica, che ti farà vincere?

Questo esercizio non solo è una macchina per produrre idee (anche un centinaio a settimana… volete ce ne sia una valida che farà la differenza?) ma permette di:

  • fare pensare a ciò che volete per un’ora al giorno (lucidità, concentrazione, focus);
  • correggere continuamente la rotta controllandola con attenzione ad ogni messaggio invia il corpo o la mente;
  • spingere bene nell’inconscio ciò che desiderate e una volta lì ci rimane per tutto il giorno, guidando le vostre scelte e azioni con una forza tale che diventerà più facile percorrere la strada anche fosse in salita o un’arrampicata;

 

Bene, lo facciamo? Ma a cosa serve? 🙂

 

Ad esempio, un atleta può usare questo esercizio per trovare varianti e accorgimenti volti a rendere massima la performance. Un imprenditore per sviscerare nuovi modi per fare eccellere la propria azienda. Uno studente per scrivere una tesi oppure organizzare il piano di studi.

Nel bodybuilding già il fatto stesso di allenarsi consapevolmente con i 3, 4, 5 o 7 workout settimanali è una forma di questo esercizio: ad ogni allenamento possono (devono) venire idee (a te o al tuo coach atletico) su come affinare il programma e migliorare il risultato. Spesso è anche il risultato spontaneo di un feedback con il proprio corpo. Lo scopo dell’esercizio è attingere alla propria mente, ad ogni modo. Abbiamo e sappiamo già dentro di noi molte cose per ottenere ciò che vogliamo, proprio perché ciò che vogliamo è nato da un’immagine (un pensiero, un’emozione) dentro di noi.

Se ti vengono idee durante l’allenamento, annotale velocemente o registrale. Altrimenti nell’ora che fai l’esercizio, ripensa all’allenamento appena fatto e scandaglia tutte le idee possibili per migliorarlo e migliorarti.

[Tweet “Il bodybuilding agonistico ingloba meccanismi per il goal setting e il successo veramente potenti.”]

Il bodybuilding agonistico ingloba meccanismi per il goal setting e il successo veramente potenti. Molte pratiche sono identiche a quelle proposte da mental coach e motivatori di varie scuole. Qualcuno ha detto che il bodybuilding è una grande parafrasi della vita e in parte è vero ma perché, volendo, ogni attività umana rispecchia la vita e le sue leggi. Quanto imparato dal bodybuilding agonistico può essere applicato per il successo in altri settori. E pensate quanto può ottenere se applicata a qualsiasi problema o impresa una pratica che cambia il corpo umano e doma variabili tanto complesse quanto la volontà e il senso di fame al raggiungimento di un valido obiettivo.

 

Troppo lavoro? Troppo maniacali?
Io la penso come Earl Nightingale ancora una volta:
“Impegnati in un’attività che scoprirai essere un profondo interesse personale, qualcosa che ti diverta nel lavorarci da dieci a quindici ore al giorno, e il resto del tempo pensandoci su.”
Questo è ciò che porta al successo. Immancabilmente.

Se vuoi commentare questo esercizio, puoi farlo sulla pagina Facebook.

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Come ottenere tutto ciò che vuoi: chiedere.

Bordighera Dennis Universe 2014

Come puoi ottenere tutto ciò che vuoi? Chiedi.

Nel business, nello sport e nei rapporti con le altre persone quanto ci mettiamo, tanto otteniamo; quanto chiediamo, tanto otteniamo. Ecco perché occorre avere idee chiare su ciò che vogliamo, possiamo e dobbiamo metterci. Giostrandoci tra la spavalderia di tentare e l’accortezza di volare basso se necessario, altalenando tra l’insistente e infallibile richiesta del bambino viziato e lo scaramantico scetticismo dell’adulto.

Nel bodybuilding e le discipline collegate, scegliere la categoria giusta è uguale a porsi le domande giuste: trovi risposte, soluzioni e successo.

Per sceglierla bene bisogna sapere avanzare la domanda con intelligenza. Cosa voglio? E voglio davvero quello che voglio? Perché non c’è peggiore cosa di chiudersi da soli in una “categoria” angusta, chiedendo (troppo) poco alla vita. La vita a richiesta risponde, non arrotonda o imbelletta di sua iniziativa.

[Tweet “Non c’è peggiore cosa di chiudersi in una categoria angusta,chiedendo (troppo) poco alla vita.”]

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Vediamo un po’ di appunti da questo video di Jim Rohn.

Impara l’arte di chiedere. Sai cosa vuoi?

 

1) Chiedere è il primo passo per ottenere. Chiedere inizia un processo particolare mentalmente e emozionalmente. Un bottone schiacciato e tutta la macchina parte.

2) Ottenere non è un problema. È automatico.

Se ottenere non è un problema, qual è il problema?

Il problema è: non chiedere. Non sapere chiedere. Puoi essere un bravo lavoratore, impegnarti, ma non sapere chiedere.

3) Ottenere è come l’oceano: sconfinato. Il successo non è a lotti limitati.

Il problema è che la gente va all’oceano con un cucchiaino per riempire un secchiello.

 

Due modi per chiedere:

 

1) chiedi con intelligenza, sii specifico e chiaro. Definisci e descrivi quello che vuoi. Questo è potente. Gli obiettivi sono come calamite, ti attraggono nella loro direzione: meglio li descrivi, più funzionano, più attraggono.

2) chiedi con fede. Chiedi con l’animo di un bambino, non di un adulto: gli adulti sono troppo scettici. Progetta come un adulto e credici come un bambino.

 

Ricorda però che non sempre ottieni tutto ciò che vuoi, perché il mondo è tale che alle volte grandina sul raccolto e piove sulla festa, ma puoi ottenere moltissimo lo stesso.

 

Prova per 90 giorni questo metodo. Magari funziona, magari no. Ma se funzionasse? Prova.

 

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