Power posing nella socio-psicologia come il posing nel bodybuilding

Power posing nella socio-psicologia come il posing nel bodybuilding

Quante volte vi fa incavolare il modo in cui una persona dice una cosa? Oppure la digerite anche se sgradevole perché ve la “sa dire”? Nella comunicazione tra persone non ci sono solo le parole, proprio come scrivendo su internet non c’è solo il testo ma anche le immagini, le emoticons, i video ecc. Nella vita reale comunichiamo da sempre con molto più del linguaggio verbale: l’espressione del volto, il tono della voce, la posizione o il movimento delle braccia e di altre parti del corpo. In un termine tecnico: linguaggio non verbale.
Amy Cuddy, sociopsicologa all’Harvard Business School si è fatta una domanda scontata che riformulo pressappoco nel modo seguente: “Come parliamo a noi stessi, non solo le parole ma anche tutto l’amabaradan non verbale (espressioni volto, gesti, posizione corpo) ha effetto nel bene e nel male anche su noi stessi?”.
Certo che sì.
Ancora: “Se la potenza è espressa con certi atteggiamenti non verbali, assumerli permette di autoinfondersi potenza?”
Certo che sì.
La professionalità di Amy Cuddy sta nell’essersi risposta con metodo scientifico. Valutando i valori di due ormoni piuttosto interessanti (testosterone, ormone della dominanza, e cortisolo, ormone dello stress) ha rilevato che l’uno aumenta e l’altro diminuisce secondo la posizione del corpo. Ha poi catalogato le posizioni del corpo “migliori” come “power posing” (dato che alzano l’ormone della dominanza). L’elemento notevole è che tutto ciò avviene già dopo uno o due minuti che si è assunta la posizione. Immaginate un po’ che vantaggio o che danno potete farvi andando avanti un giorno intero con la vostra vocina interiore e la vostra postura.
Le modificazioni fisiologiche agiscono con quelle dell’umore e nell’insieme (fisiologico, psicologico e comportamentale) traducete il tutto in un’azione migliore (o peggiore, nel caso di posizioni non di “potenza”, ma quelle di “low power” con chiusura, paura, autoprotezione).

Il power posing conferma il legame mente-muscolo e la potenza della visualizzazione nel bodybuilding  con le pose in gara e in allenamento.

 

Dato che la maggioranza delle pose nel bodybuilding agonistico e degli esercizi nell’allenamento coi pesi possiedono le caratteristiche del “power posing”, mi chiederei se è anche grazie a questo (o se questo dimostra con la scienza della fisiologia) che il bodybuilding cambia la mente in quell’importante ma bistrattato legame mente-muscolo.

La maggioranza delle pose da bodybuilder e degli esercizi con i pesi possiede le caratteristiche del power posing.

Caratteristiche del power posing:

  • apertura, cioè tenere gli arti aperti (in adduzione)
  • espansione, cioè occupare più spazio

In ogni sport il vincitore alza le braccia, in modo spontaneo. Non lo insegniamo neanche ai bambini: è automatico farlo.
Ma il bodybuilding con le pose e le posizioni di apertura e potenza ha una lunga e forte frequentazione, più di altri sport. Non soltanto la competizione di bodybuilding ingloba queste posizioni per regolamento (per ogni categoria, maschile e femminile, per ogni livello di muscolarità, gli atleti effettuano delle pose) ma l’arte di posare integra l’allenamento. Arnold, uno tra i grandi della cultura fisica, ha sempre sostenuto l’importanza di posare in preparazione alla gara per arrivare ad una performance migliore (un fisico più bello, una padronanza assoluta del palco). Non soltanto sessioni apposite di posing, ma anche posare davanti allo specchio della sala pesi dopo l’esecuzione degli esercizi. Era già ovvio che si trattava di un importante feedback del corpo alla mente (rafforzamento del legame mente-muscolo) oltre che di un complemento alla visualizzazione, ma il bello è che oggi lo studio di Amy Cuddy ci porta dati scientifici a conferma.
Provando o fingendo di essere, si diventa. Ci si può allenare davvero ad essere migliori. Cambiando la postura per due minuti (aprendovi o espandendovi, con il “power posing”) preparate corpo e mente ad affrontare situazioni difficili o stressanti, migliorando sicurezza e prestazione. La costruzione del corpo va di pari passo con la costruzione della mente.

 

LINK di riferimento:

  1. Studio scientifico
  2. Video
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